Apprendere nuove nozioni insieme, col sorriso sulle labbra, consci che tutti, ma proprio tutti, allineati paritariamente dietro un’immaginaria linea di partenza potranno godere degli stessi benefici.

Presso l’Istituto di Istruzione Superiore Statale Michele Giua di Assemini il tennistavolo assume un connotato unente: una sola racchetta non serve a nulla e diventa necessario “dialogare” con un altro possessore dello stesso attrezzo sportivo.

Durante la presentazione

Dopo una non semplice azione di scrematura sono 35 i fortunati alunni che beneficeranno delle lezioni pratiche previste dal Progetto TennistavolOltre, concepito dalla FITET (Federazione Italiana Tennistavolo), finanziato dalla Fondazione Vodafone e che vede la partnership del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e il Comitato Italiano Paralimpico.

I contenuti di questo intervento mirante a coinvolgere sempre di più gli scolari che per particolari predisposizioni fisiche fanno più fatica ad affacciarsi al mondo sportivo, sono stati illustrati nel corso di un incontro presso la sede di via Baccaredda.

Ana Brzan e Daniel Maris danno un saggio della loro bravura

Anfitrioni di una piacevole mattinata che ha condensato nozioni di tennistavolo olimpico, paralimpico e storie personali legate sempre al binomio sport e disabilità sono stati il presidente del comitato FITeT Sardegna Simone Carrucciu e la referente del progetto per la scuola asseminese Manuela Caddeo.

Con loro c’erano Antonio Murgia (Referente Provincia Cagliari Ufficio Educazione Fisica), Andrea Dettori (Referente Cultura e Sport della Città Metropolitana di Cagliari), Cristiana M. Ruggiu (Assessore alle Politiche Sociali, Scuola e Volontariato comune di Assemini), Nicola Secci (Delegato dirigente I.I.S. M. Giua sede Assemini) e la neo eletta presidente del Comitato Regionale Paralimpico Cristina Sanna.

Presenti ovviamente coloro che intratterranno per complessive dieci ore di lezione gli studenti prescelti: il pongista paralimpico Daniel Maris (TT Quartu), il tecnico federale paralimpico Ana Brzan e la sua collaboratrice Martina Mura.

d sx Martina Mura, Ana Brzan e Simone Carrucciu

Dopo la proiezione di filmati dove i discenti hanno potuto vedere all’opera i più grandi interpreti nazionali e mondiali della disciplina e in seguito anche alle preziose testimonianze di Cristina Sanna che ha raccontato i suoi percorsi da campionessa paralimpica di atletica leggera, le attenzioni si sono spostate verso i veri attrattori della giornata: tavolo, retina, racchette, e palline.

L’interesse dei presenti è cresciuto a dismisura, a conferma che la quinta disciplina olimpica più diffusa nel globo terraqueo vanta un appeal straordinario.

Il Giua di Assemini è il primo istituto isolano ad aver intrapreso il cammino dettato da TennistavolOltre, ma lo seguirà prestissimo il Liceo Scientifico Galilei di Macomer.

Hanno dato l’adesione anche l’Istituto Comprensivo Statale P. Tola di Sassari, la Scuola Statale Secondaria 1° grado Dante Alighieri di Selargius, l’Istituto Comprensivo di Santulussurgiu e l’Istituto Comprensivo Statale n. 1 Porcu-Satta di Quartu S. Elena.

Foto di gruppo al termine della presentazione

IL PROGETTO ATTIZZA E NON PASSERA’ INOSSERVATO

I trentacinque eletti, frequentanti il triennio, compongono un gruppo eterogeneo in cui non a caso sono stati individuati adolescenti che incarnano problematiche e fragilità. Hanno partecipato ad una selezione molto soggettiva dove i criteri di scelta non vertevano sicuramente sulla destrezza con il ping – pong. Semmai si è preferito impostare la scelta ammiccando il fair play: largo quindi al ragazzo che pur sapendo giocare ha fatto squadra con un compagno disabile non avvezzo alla disciplina e altri esempi simili.

Simone Carrucciu spiega il progetto

Metodologia di lavoro molto apprezzata dal presidente Fitet Sardegna Simone Carrucciu che a fine incontro ha espresso tutto la sua contentezza: “TennistavolOltre è un progetto importante ben articolato – ha dichiarato – che sicuramente aiuta la promozione del tennistavolo nelle scuole, con particolare attenzione al mondo della disabilità. Siamo soddisfatti del numero di scuole dislocate nell’isola e del gruppo di lavoro operativo che si è creato. Un ringraziamento va a tutte le componenti che si sono attivate con grande interesse, e in questo caso, anche al Giua di Assemini per l’ottima riuscita del primo incontro di presentazione a cui ha preso parte una folta e attenta platea. La presenza di Miur, CIP e Enti locali è sicuramente un segno che riconosce la bontà del progetto. Mi ha colpito tanto l’attenzione degli alunni sin dal primo minuto, con il momento clou registratosi durante l’esibizione sul tavolo del nostro testimonial. Ora pensiamo ai prossimi appuntamenti con l’entusiasmo giusto che meritano queste belle cose”.

Nicola Secci

E dall’Istituto asseminese arrivano le considerazioni del delegato dirigente Nicola Secci: “I ragazzi mi sono sembrati realmente interessati perché questa disciplina viene praticata tantissimo nella nostra scuola. L’avere a che fare con la federazione e giocatori di talento ha consentito loro di scoprire una realtà professionale molto ben organizzata che va molto oltre rispetto a quella situazione ludica conosciuta a scuola, negli oratori o anche a casa. Questo progetto si pone diversi obiettivi, prima di tutto il portare a conoscenza dei ragazzi le peculiarità di una disciplina che ha un suo perché a livello mondiale. Inoltre prendono coscienza del fatto che sia uno sport per tutti da praticare con stesse regole e modalità. L’ultimo scopo è creare nel gruppo classe uno sport comune affinché tutti giochino assieme per raggiungere lo stesso obiettivo”.

Manuela Caddeo

Alla voce del dirigente si aggiunge quella di Manuela Caddeo, referente della scuola e molto vicina al mondo paralimpico: “Le sensazioni scaturite da questa giornata sono positive. I ragazzi hanno accolto questo nuovo progetto con entusiasmo. E noi siamo doppiamente contenti perché così si fa inclusione e gruppo. Il poter “dire e fare” per gli studenti è molto importante e ciò si concreta col mettersi in gioco, fare coesione, aggregazione, gruppo. Trattasi di un fattore importantissimo nella scuola e lo sport ci facilita questo compito. TennistavolOltre porterà formazione agli insegnanti, mentre per i ragazzi sarà un arricchimento dal punto di vista sportivo perché acquisiscono delle nuove abilità che possono essere anche un miglioramento delle loro capacità motorie come rapidità e precisione dei movimenti. E poi affiorano anche delle competenze a livello di gruppo”.

Cristiana Ruggiu

Oltre ad avere un ruolo significativo nella giunta comunale di Assemini, Cristiana Ruggiu è soprattutto psicoterapeuta e nel suo ambito ha a che fare quotidianamente con problemi legati all’inclusione: “Sono rimasta profondamente colpita da quest’ottima iniziativa – ha rimarcato – e spero ne seguano altre perché desidererei che lo sport entrasse nella vita di tutti quanti, tra cui quelli mostranti difficoltà nel praticare una disciplina. E in questo caso penso che il tennistavolo si presti molto ad essere accolto positivamente già dal primo impatto perché sviluppa sia le capacità motorie, sia quelle psicologiche e relazionali. Mi piace venire in questa scuola perché tutte le volte colgo particolare attenzione, entusiasmo e partecipazione nella cura dei propri alunni. E questo mi fa pensare ad un altro sogno: che tutte le scuole possano fare tesoro dei loro ragazzi perché le figure educative importanti della vita dei nostri ragazzi non sono soltanto i genitori ma ricoprono un ruolo altrettanto significativo gli insegnanti che passano tantissime ore con loro”.

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