FRANCESCO PANDOLFI IL MAESTRO DELLA DIFESA PERSONALE
Abbiamo incontrato il Maestro Francesco Pandolfi presso la palestra di via Is Arenas a Quartu Sant’Elena durante la giornata della Donna per la quale il Maestro ha offerto nel corso di tutta la giornata lezioni gratuite di Difesa Personale, sia ai disabili, bambini e bambine, adulti e anziani. Incontrare il Maestro Pandolfi e conversare sul tema riporta a tematiche contemporanee e a profonde riflessioni sul tema del bullismo e della violenza.
Maestro quando è nato il suo amore e la sua tecnica per la difesa personale?
Da bambino subii forme di bullismo perché essendo sovra peso corporeo ne subivo le invettive, inoltre mia madre nata a Dolianova e avendo un padre di origine napoletana la cucina sarda e napoletana si sposavano in tavola di comune e accordo. Perciò mangiavo quei piatti prelibati e sostanziosi e non praticando alcun sport il mio fisico ne risentì. Per questo mio aspetto fisico a scuola dovevo così sopportare forme di bullismo aggressivo da parte dei miei coetanei che mi deridevano e denigravano.
Perché un tempo non si parlava del bullismo mentre oggi è un problema contemporaneo? Cosa porta i ragazzi a vivere nel bullismo? Perché alcuni ragazzini si esprimono in forma così violenta?
Nel 2006 ebbi già sull’argomento una premonizione se la possiamo definire così. Preparai un progetto in relazione alla difesa personale dal titolo “Fatti rispettare” organizzando un ciclo di eventi patrocinati dalla Regione Sardegna, dalla Provincia, dai Comuni con la partecipazione anche del Cagliari Calcio dove alcuni manifesti recavano la scritta “dal bullismo alla microcriminalità, impariamo a difenderci fin da piccoli”. Nei manifesti vi erano immagini di bullismo giovanile dove i ragazzi denigravano e maltrattavano un loro coetaneo , con affianco altre immagini dove alcuni adolescenti con un coltello in mano minacciavano e bullizzavano un altro ragazzino. All’epoca non si parlava tanto del fenomeno e non veniva ancora analizzato dagli esperti e quelle scene mostravano una visione di impatto di pubblico sorprendente. Credo che nel tempo sia nelle scuole che nella società, in generale, non affrontando il problema fin da quei tempi questo modo violento di proporsi a livello giovanile sia andato sempre più aggravandosi e degenerando.
Infatti oggi molti adolescenti si riuniscono in gang e commetto nono atti alquanto violenti al limite della microcriminalità
Si purtroppo è una realtà triste e la funzione di questo corso non era solo circoscritto alle donne, ma anche ai ragazzi, alle Forze dell’Ordine, ecc. Bisogna mandare messaggi positivi ai giovanissimi, e avvicinarli ad una buona etica, educazione e ai valori cristiani e a quelli dell’Amore, Amicizia, Rispetto. La “cultura del rispetto” è fondamentale.
Perché oggi molti giovani nonostante abbiano tanti beni materiali non posseggono la “cultura del rispetto”?
C’è un problema di comunicazione. Ad esempio nel 2010 quando girai un video a Videolina dove spiegavo secondo la Legittima Difesa Personale dell’Articolo 52 del Codice, utilizzavo l’ironia e “un’onda energetica” esponendo del perché e che cosa era la Difesa Personale. Questo video poi ha ricevut dei tagli nel 2017 diventando virale con 50 milioni di visualizzazioni per essere poi trasmesso anche sulla “Rai 2”, su “Striscia la Notizia”, “Quelli che il calcio”, acquisendo così una certa popolarità e dovendo inoltre dover subire un attacco di Cyber bullismo. Ho reagito non con la violenza, ma con l’ironia e ripostando automaticamente tutti i post, le riproduzioni, ecc. e ciò che mi prendeva in giro con serenità e sorriso e divertimento. Tutto questo ha generato un messaggio positivo non violento. Si è venuto a creare come un personaggio che poi invece è stato amato per la sua ironia e abilità. Da lì ho utilizzato l’ironia sulle baby gang , sui “maranza”, ecc. così ho utilizzato lo stesso linguaggio dei giovani, perché questi sanno benissimo cosa fai e che messaggio puoi trasmettergli. Non serve tenere un distacco istituzionale tra i ragazzi, bisogna capire ed essere sensibili alle problematiche dei giovani.
Il fatto che ci sia tanta violenza tra i giovanissimi è un sinonimo di infelicità?
Si. Pensiamo che la maggior parte sono distolti dall’avere delle comunicazioni più dirette perché ammaliati da queste tecnologie, e cellulari. Essi dovrebbero essere distolti da ciò e incanalati in altre attività ludico e sportive. Le racconto una mia esperienza fatta in istituto superiore del cagliaritano dove presentai un mio progetto sulla Difesa Personale. Su 23 ragazzi solo tre volevano fare lezione e gli altri presentarono un certificato medico per essere esonerati. Dopo dieci minuti che iniziai la lezione con i tre ragazzi che acconsentivano a presenziare al progetto, tutti gli altri 23 vollero anch’essi partecipare alle lezioni. Aveva aderito una classe sola e svolgevamo le lezioni in una palestra alquanto ampia. Alla fine le altre classi assistendo al nostro progetto vollero partecipare e così si accorparono tutte le classi di tutte le sezioni. Da questa esperienza capii il perché dei ragazzi che non erano stimolati. Non si può dare un pallone e dire giocateci. Bisogna richiamare la loro attenzione con varie tecniche didattiche e di apprendimento. Bisogna creare un interesse che li coinvolga.
Maestro lei afferma che anche le persone con disabilità possono praticare e apprendere la Difesa Personale.
Si la difesa personale è per tutti. Durante la serata dell’otto marzo ho invitato come testimonial all’evento Viktorya Pistis Shablova campionessa italiana ed europea del mondo di paracanoa e la polisportiva di Carlo Mascia con alcuni allievi con diverse disabilità. Tutti hanno la possibilità di apprendere l’auto difesa. Se qualcuno aggredisce un disabile in siede a rotelle, l’aggredito può apprendere e conoscere la tecnica adatta per difendersi. A tutti deve essere data la stessa opportunità. Nel momento in cui diventano campioni mondiali nello sporte possono diventare campioni di vita e di tutela della persona e di sé stessa. Alla manifestazione inoltre ha partecipato anche l’Associazione Nazionale dei Carabinieri in divisa e si sono prestati per delle dimostrazioni. Si è potuto evincere che non necessita alcuna forza possente nella difesa personale ma solo tecnica e allenamento. Tutti possono acquisire queste tecniche, bambini, donne, disabili ed anziani. È un lavoro tecnico e di conoscenza del corpo umano.
Maestro c’è un suo sogno?
Si un mondo più inclusivo e con meno violenza.
Maestro arrivano gli extraterrestri. Come e cosa comunica con loro che vengono da altri mondi?
Gli vado incontro e li abbraccio.

