Halloween sardo.

La Sardegna ha conservato una festa che per tanti versi ricorda quella americana. E’ la festa de Is Animeddas o de Su Mortu Mortu.
Halloween è certamente la festa dei morti più famosa al mondo che ha conquistato milioni di persone in tutto il mondo.
Si tratta di una ricorrenza tipica della cultura dei popoli del Nord Europa che ha prima invaso l’America Settentrionale per diffondersi di nuovo in Europa e negli altri continenti, assumendo spesso il carattere di un “carnevale” notturno slegato completamente dai riti religiosi.
Ma Halloween non è certamente l’unica manifestazione dell’antico culto delle anime dei morti. In Sardegna infatti esiste e si è conservata una tradizione che ha molti aspetti in comune con quella americana e anglossassone.
Si tratta della ricorrenza che in Lingua Sarda viene indicata con diversi nomi: is Animeddas e is Panixeddas nel sud dell’isola, Su ‘ene ‘e sas ànimas o su Mortu Mortunel nuorese, su Prugadòriu in Ogliastra, etc…
Il nome cambia a seconda della zona ma la sostanza, pur mutando in alcuni particolari, rimane la stessa. Abbiamo a che fare infatti con un evento che viene festeggiato tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre.
Proprio come accade nella più famosa ricorrenza americana, anche nei villaggi della Sardegna sono i bambini che vestiti da fantasmi vanno a chiedere, di porta in porta, qualche dono per le “piccole anime”.
Le formule utilizzate in Lingua Sarda per chiedere e dire “dolcetto o scherzetto?”sono: seus benius po is animeddas, mi das fait po praxeri is animeddas, seu su mortu mortu, carki cosa po sas ànimas, peti cocone, e altre ancora a seconda del paese e della variante linguistica utilizzata.
Mentre oggi i fantasmi e le piccole anime ritornano a casa con cioccolatini, lecca-lecca e merendine, una volta era più comune che alle richieste dei piccoli gli adulti preparassero e regalassero i dolci tipici del periodo: pabassinas, ossus de mortu, pani de sapa, etc… A questi venivano aggiunti poi altri doni come le melagrane, le castagne e la frutta secca.
Anche la zucca non è una prerogativa di Halloween come lo si conosce oggi, grazie alle americanate. In Sardegna, infatti, venivano intagliate a rappresentare esseri spettrali, per far divertire e allo stesso tempo spaventare i bambini. Nelle case invece si accendevano le lampade ad olio (lantias), una per ogni defunto di famiglia. In altre zone della Sardegna, soprattutto nel Sarrabus Gerrei, ai bambini venivano date delle piccole forme di pane somiglianti a delle coroncine. Ancora oggi in alcune zone della Sardegna sopravvive questa tradizione tipica della nostra Isola, magari invece che pane o dolci genuini vengono date ai bambini delle caramelle o cioccolato, ma rimane vivo il ricordo antico delle “animeddas” o dei “mortu mortu”.
E’ probabile che la maggior parte dei più giovani, non conosca queste tradizioni e usanze antiche della nostra Terra e il modo con cui i nostri avi commemoravano i loro defunti. Spero, dunque, di aver contribuito almeno un po’ a dare un significato diverso e più profondo a questa ricorrenza e al vostro Halloween.

Paolo Falqui Per Medasa.it

Print Friendly, PDF & Email