L’ITALIA BRUCIA…………..

L’Italia sta bruciando. E’ come se complici l’assenza di piogge e le temperature in ebollizione si fosse scatenato un delirio piromane. 
I piromani esistono e sono persone malate, responsabili di azioni criminali di portata devastante. Ma pensare che la scacchiera della distruzione a cui stiamo assistendo sia in mano ai soli piromani è sbagliato e fuorviante. 
La scacchiera dei crimini di natura, in Italia, è molto più complessa. 

Ci gioca il crimine organizzato interessato a difendere il proprio gigantesco fatturato: una foresta distrutta può essere un messaggio molto forte a chi difende gli interessi pubblici o una ghiotta occasione di nuovo business. 

Ci giocano gli interessi privati: sbarazzarsi di un bene comune, come una faggeta, una pineta, un’abetina, apre nuovi territori ad attività più lucrative e facilmente monetizzabili. 

Ci giocano gli interessi pubblici: 64 milioni di euro vanno ogni giorno nella spesa militare mentre perdiamo la guerra agli incendi per mancanza di investimenti e inadeguatezza dei mezzi. 

Ma sulla scacchiera della distruzione delle foreste d’Italia sembra ci giocano soprattutto i nostri governi: la recente cancellazione del Corpo Forestale dello Stato, dedicato per missione alla conservazione della natura in Italia, sta lasciando l’Italia in ginocchio nella stagione dei fuochi. 

E allora perché no? 
Lasciamo pure che l’Italia bruci. 
Poco importa se trasciniamo nelle fiamme foreste secolari, parchi naturali e animali in via d’estinzione, se ci tagliamo le gambe minando le poche possibilità di protezione dai cambiamenti climatici (rispetto ai quali boschi e foreste sono i migliori alleati), se distruggiamo, dopo averlo consumato fino all’osso, quel capitale di Natura con cui crescere i nostri figli. 

Paolo Falqui per Medasa.it

 

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