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Tre domande lampo all'artista Valerio Pisanu in occasione della mostra “Tracce” che si terrà dal 13 al 21 dicembre nella Villa Siotto di Sarroch.



Valerio PisanoD. BIC, ho tante belle penne ma poi alla fine per scrivere veloce uso la BIC. La BIC segna la via alla modernità, alla funzionalità e alla massificazione democratica della cultura. Cosa ne pensi?


R. E’ sicuramente il motivo che ha reso la BIC una multinazionale. Presente in ogni angolo della terra. Perché un semplice tubetto pieno di inchiostro, collegato ad una sfera, permette a chiunque di esprimere le proprie idee. Nel mio caso è stato probabilmente il primo strumento per potermi esprimere, per poter evadere. Dopo aver usato penne BIC per tanti anni, e dopo averle confrontate con altre marche, ho scoperto che il basso e accessibile costo dello strumento di espressione non corrispondeva a bassa qualità. Poteva egregiamente creare raffinate e omogenee sfumature, e allo stesso tempo scrivere deprimenti poesie.


 

 

D. BIC come i "pettinini" di Capogrossi? Cosa segnano per te?R.E’ un piacevole percorso quello che sto compiendo, non so dove mi porterà. Non so chi sarò. La cosa certa è che, per ora, mi piace; mi sta portando grandi soddisfazioni e non appena avrò voglia di aprire parentesi, filoni, cambiamenti di qualsiasi genere, lo farò con estrema semplicità, con le relative conseguenze. Insomma, sono certo che non ci saranno solo penne e solo tappi nella mia vita. Forse.


 

 

D. E fu amore a prima vista? 

R. Fu, come detto prima, uno strumento. Con il tempo, con le prove, con i confronti, mi sono affezionato a questo mezzo che mi ha permesso di farmi conoscere e ha reso originali i miei lavori. Dal 2009, anno in cui ho iniziato a disegnare penne, è come se avessi reso omaggio al mio strumento dandogli spessore, ombra, vita. Ora la amo più di prima. 



Per conoscere meglio Valerio Pisano vi rimando al suo sito: http://www.valeriopisano.it/it/biografia 

Pia Deidda

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