MICHELE ASSORGIA: STEAMPERFUME E PASSIONE OLFATTIVA
Abbiamo dialogato con Michele Assorgia che si definisce non solo imprenditore, ma un sincero appassionato dei suoi prodotti. Sono stata attratta dal suo negozio e ho deciso di entrare e curiosare tra i suoi profumi ed essenze esposti. Ne è nata una conversazione che non solo ci riporta antropologicamente agli usi e costumi dell’umanità, ma anche ad iniziare una ricerca per approfondire certi comportamenti che hanno portato le genti ad assumere certi comportamenti in relazione al mondo olfattivo. L’etimologia stessa della parola profumo che deriva dal latino “attraverso il fumo”, dato che era antica pratica diffondere gli aromi negli ambienti attraverso la combustione di sostanze profumate come l’incenso, ecc., testimonia che l’uomo anche nei tempi più remoti ha sempre fatto uso di resine, erbe e fiori profumati. “Steamperfume” di Michele Assorgia non è solo un negozio, ma anche una pillola e momento culturale della storia del profumo sia come esperienza olfattiva che spaccato di conoscenza e di sapere antropologico.
Michele il tuo negozio è unico nella città e ciò che mi sorprende sono anche i tuoi video che non solo parlano della profumeria e del profumo come solo un essenza olfattiva, ma ne racconti anche la storia. Come nasce questa tua passione? Chi è Michele e come nasce questa tua attività artistica del profumo?
Sono un appassionato di profumi perché fin da piccolo il profumo mi dava un’emozione. All’età di tre o quattro anni andavo nel mobile dove mio padre riponeva i profumi che gli venivano regalati e che lui non usava. Il fatto che non li usasse mi attirava sempre di più. Fui sorpreso tantissime volte dai miei genitori che vaporizzavo questi profumi verso l’alto ed io amavo entrare nella nube di caduta del profumo. Non so spiegarlo esattamente, però sentivo quel brivido che comunque era un’emozione. Non so mi trasmetteva qualcosa.
Gli odori hanno una loro frequenza ed anche la memoria gioca su ciò. In un testo del poeta Paolo Pillonca si racconta che l’aroma del timo gli faceva ripercorrere con la memoria il ricordo del suo paese d’infanzia. Perciò l’uomo possiede anche una memoria sia musicale che olfattiva.
Infatti nella memoria olfattiva e di conseguenza evocativa come questi profumi artistici di nicchia , perché piacciono tanto a prescindere dalla qualità eccellente delle materie prime?
Non sono testati sugli animali?
Che io sappia no. Ritornando al discorso precedente sono profumi evocativi che evocano emozioni perché le persone quando li sentono vengono riportate ai ricordi passati ed alcuni addirittura anche ad un trauma. Non è molto bello da dire, ma c’è chi acquista dei profumi perché vengono riportati e catapultati ad un evento anche traumatico.
Devono superarlo in un certo senso
Esatto. Quindi può essere un ex marito, può essere una ex moglie, ecc. Può essere comunque un ricordo legato ad un evento che ha generato sofferenza. Così nel corso del tempo sono diventato quel bambino e ragazzino che intorno agli otto e nove anni e anche dieci, quando c’erano le festività e i compleanni, i nonni regalavano la classica bustina con i soldini dentro a differenza dei miei coetanei che si compravano giochi o videogiochi, io li spendevo in profumeria.
Anche Franco Battiato si interessava delle essenze dei profumi e Jovanotti in un suo concerto faceva fuoriuscire dal palco delle essenze profumate.
Esatto e anche Vasco Rossi ha fatto ciò. Vasco Rossi ha una passione immensa per i profumi. Infatti nel mio negozio c’è il profumo che ama Vasco Rossi ed è quello di Filippo Sorcinelli che non solo crea profumi ma è anche il sarto del Papa.
Qual’é la motivazione che ti ha portato ad aprire il tuo negozio?
La passione mi è stata sempre presente anche quando ho trascorso dieci anni di servizio nell’esercito e che poi in seguito ad un infortunio ho lasciato per dedicarmi alla mia più grande passione: i profumi. Mi arruolai a diciotto anni con un spirito patriottico immenso e nel tempo sono cresciuto vivendo sia gli aspetti positivi che negativi del mestiere. Così a trentasei anni ho intrapreso questo percorso attuale con la voglia di trasmettere qualcosa alle persone e di lasciare un segno. C’è voluto chiaramente una dose di coraggio per intraprendere questo cammino ed aprire questa attività con l’appoggio di mio cognato che ha investito su di me e che ha creduto in tale progetto. Questo è stato per me un mio rinascere.
Perché profumeria artistica? Cosa contraddistingue un profumo generico da un altro?
La profumeria artistica si distingue da profumeria design commerciale per svariati fattori. Un profumo artistico può essere definito la piramide olfattiva che è stata utilizzata per creare i profumi. Nel senso le note come sono state distillate all’interno di un profumo. È proprio grazie a questa piramide che si va a evocare un qualcosa. Ad esempio abbiamo nominato pocanzi Sorcinelli. Filippo Sorcinelli, ad esempio, con una delle sue creazioni che si chiama “chiudi gli occhi e poi vedi” ha voluto e cercato di spiegare la paura per i clown. Si potrebbe pensare in che senso ciò, e il perché di questa fobia. Studiando le frequenze olfattive Filippo Sorcinelli è riuscito a creare un profumo che smuove attraverso l’olfatto la fobia ed il terrore per tale personaggio. Se chiudiamo gli occhi e annusiamo questo profumo ci sembra di essere in un circo.
Perciò il profumo riporta anche ad un concetto visivo
Si a un qualcosa di astratto che riesce poi ad intersecarsi in quelli che sono ricordi e memorie olfattive e visive.
Tu racconti nei tuoi reels e video la storia del profumo. Vi è una ricerca ben documentata.
Nonostante da bambino fin dalle elementari ero molto impaurito della materia storia, con il passare del tempo mi ha appassionato sempre più. Con l’apertura di questa attività, grazie anche all’aiuto di una carissima amica, Maria Francesca Orrù, che come mestiere fa la social media manager e che mi da un apporto profondo sia a livello testuale che di comunicazione, questo mi permette un rapporto con il pubblico più intenso ed informativo e con una sincera formulazione comunicativa sia a livello culturale che storico sociale. Le denominiamo pillole olfattive. Siamo pionieri in questo tipo di comunicazione storico olfattiva. Le domande che ci siamo posti sono state da dove fosse iniziata, come e perché la cultura di ogni profumo. Oggi non c’è nessuno che da dei cenni storici in relazione a ciò.
Anche nella Bibbia e nel Vangelo i profumi e gli oli profumati e l’incenso hanno un significato profondo. Basti pensare alla sacralità dell’incenso e l’olio di Nardo profumatissimo cosparso da una donna sul capo di Gesù. Infatti l’olio di Nardo veniva conservato in vasi di fattura pregiata.
Anche la profumeria artistica presenta i propri profumi con imbottigliamenti che mostra forme artistiche di pregio. Il sopracitato Filippo Sorcinelli è un mago artistico in ciò. Infatti i suoi imbottigliamenti vanno ad evocare il contesto al quale il profumo voleva riferirsi e relazionarsi.
Infatti molte industrie hanno spesso utilizzato le firme di grandi artisti da Picasso a Dalì. C’è sempre stato l’intento di accomunare l’arte al profumo. C’è un sogno di Michele Assorgia?
Non avendo ancora festeggiato un anno di apertura, che avverrà il 7 dicembre, il mio sogno è espandermi, nel senso anche di trasmettere una sorta di educazione olfattiva che grazie a manifestazioni a livello nazionale come “Snouf” (www.snouf.it) , e già con loro io sono parte integrante dello staff, quindi rappresento lo Snouf Sardegna, spero nel tempo di riuscire in qualcosa di più ampio spettro e di coinvolgere un buona parte di persone interessate al tema.
Fai parte di questi giovani imprenditori sardi con nuove idee?
Non è solo il fatto o concetto di impresa, è anche profonda passione in questo operato trasmetterla anche agli altri. Crederci con sincerità.
Un’ultima domanda che pongo a tutti i miei intervistati. Arrivano gli extraterrestri. Cosa comunicheresti e con che cosa comunicheresti con loro?
Bisogna sempre vedere come si porrebbero loro. Cosa pensano prima di tutto loro di me e di noi? Dipende sempre dall’imposizione che si ha davanti.

