paolo

AI NOSTALGICI DEL VENTENNIO FASCISTA

 

Per rispetto a tante persone che hanno creduto e in molti casi donato la loro vita ritengo opportuno rispondere pubblicamente a chi elogia la politica di Mussolini.

Sì è vero nel ventennio si fecero tantissime leggi che ancora oggi sono in vigore, ma non voglio disquisire su questa cosa vorrei ricordare, solo ricordare, quello che a volte può essere anche il rovescio della medaglia.
Non voglio raccontare di personaggi che sono menzionati nei libri di storia, i vari Gramsci, Matteotti, i fratelli Rosselli, ecc… ecc….. di queste persone illustri storici ne hanno parlato, raccontato.
Vi sono storie di persone che la storia l’hanno fatta con la loro pelle o con le loro scelte di vita. Storie che non conosce nessuno o le conoscono in pochi.
Tante sono state le persone che per dignità non hanno parlato della loro vita, non per paura, ma perché per raccontare queste cose le devi maturare dentro di te.
Come le conosco? Perché mi piace la ricerca storica, mi piace incontrare queste persone e cercare di capire, per loro sarebbe stato molto più facile adeguarsi a quello che succedeva ma non lo fecero.
Ad esempio un mezzadro, non condivideva le idee fasciste, non era politicamente impegnato e la sua colpa fu di dire apertamente quello che pensava. Beh, alcuni giorni prima della marcia su Roma una sezione di sostenitori del fascismo organizzò una spedizione punitiva. Irruppero nella sua casa e, davanti alla moglie e ai figli, lo bastonarono a morte.
Un insegnate di greco presso un liceo di Brescia, socialista attivo rifiutò la tessera del partito fascista condannandosi al licenziamento e all’interdizione all'insegnamento nelle scuole del Regno. Passò la sua vita facendo ripetizioni agli studenti, ma non riuscì mai più ad insegnare in una scuola italiana.
Un operaio delle ferrovie dello Stato, che diffuse nel 1932 dei volantini sul posto di lavoro inneggianti allo sciopero per i diritti dei lavoratori, fu incarcerato per questo “crimine” e fu processato. Fece 11 anni di confino in un piccolo paese del meridione. Solo per avere distribuito dei volantini.
Nell'elenco dei provvedimenti emessi in quel periodo si ricorda una serie di piccole leggi passate alla storia come Leggi Razziali, da allora tante persone giravano per le strade con un piccolo distintivo giallo sul petto perché era di razza ebraica. 
Sulla vetrina dei loro negozi molti dovettero apporre un cartello con la scritta QUESTO E’ UN NEGOZIO EBREO. Con tutte le conseguenze che si possono immaginare. Ma non ci fu solo un problema economico perché alcuni dovettero anche scappare dalle città e nascondersi per diverso tempo in casolari di campagna o a nascondersi sotto una botola per evitare che le spie fasciste o i militari tedeschi li invitassero ad una gita in Germania.
La vita di molti non era solo vissuta di stenti a causa del poco lavoro ma anche pericolosamente, perché chi non era iscritto al partito era segnalato e spesso a queste persone gli facevano visite “mediche” a base di olio di ricino e di bastone.
Potrei raccontare ancora di tante altre persone che ho incontrato e che mi hanno raccontato, ma il post è già lungo e non vorrei tediare.
Ma personalmente ad uno stato efficiente come quello descritto dai Nostalgici del Periodo Fascista preferisco questa nazione, con tutti i suoi difetti e tutte le sue contraddizioni, perché posso scrivere queste cose e parlare liberamente.
E lo dovresti preferire anche Tu. Perché la DEMOCRAZIA è questa.
Tutti possiamo esprimere la NOSTRA OPINIONE.
Pace e Bene
Paolo Falqui

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