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ROBERTO ALBA E LA MENZIONE SPECIALE AL PREMIO ALZIATOR

 

Fra le menzioni speciali del Premio Alziator, che si terrà a Cagliari il 21 novembre nel Teatro delle Saline, c'è Roberto Alba con il suo romanzo “L'estate di Ulisse Mele” edito da PIEMME.

Questa notizia non mi sorprende ma l'aspettavo da quando ho incominciato a leggere i suoi scritti. Ho conosciuto l'abilità narrativa di Roberto Alba nel dicembre del 2012 quando fui chiamata a presenziare nella giuria del premio di Agugliastra. La sua penna mi piacque subito e richiesi una menzione speciale, anche se non ricadeva nella terna dei vincitori, per il suo racconto “Il destino della felicità”. Ricordo che scrissi: “Affronta un tema trattato in altri racconti che hanno partecipato al concorso ma la storia è narrata in una bella prosa fluida e sintetica. L'autore è andato alla ricerca di un finale originale e ad effetto. Finale che ha come obiettivo la scelta morale di porre fine ad una pratica inumana e crudele”. L'anno successivo lessi il suo romanzo “La spiaggia delle anime” edito da Gremese e confermai la mia opinione: stava nascendo un abile scrittore. In occasione del premio Alziator ho posto una domanda allo scrittore: “Cosa si prova a pochi giorni dall'Alziator? In pochi anni finalmente il meritato salto…”. Roberto Alba mi risponde: “E' un brivido. Ma la cosa più strana è che non mi rendo perfettamente conto del fatto che devo salire su un palco. So che riceverò una targa, e penso a tutto quello che ho fatto, raccontato. Ma il pensiero che mi dà l'ansia è il pensare al dopo. E adesso cosa scrivo? Superare Ulisse sarà difficile. Forse è meglio non pensarci”. Risposta che mette in evidenza la sua semplicità – che io ammiro tantissimo – e la sua umanità.

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big  Roberto Alba è nato nel 1964 a Decimomannu (CA). Dirige un centro di formazione informatica  a  Cagliari e insegna Informatica e Tecnologia. Ha vinto nel 2011 il Concorso letterario Carta  Bianca  e il Torneo letterario loScrittore, nel 2012  ha vinto il Concorso “Le immagini raccontano”  di  Equlibri Elmas, una menzione d'onore al Concorso di Agugliatra e finalista per la seconda  volta  consecutiva a IoScrittore 2012 con il romanzo “Ulisse senza stelle” che è diventato poi  “L'estate  di Ulisse Mele” edito da PIEMME nel 2014. Nel 2012 ha pubblicato “La spiaggia delle  anime”  edito da Gremese.

 


Scrissi di lui in limba sarda comune su un numero di Logosardigna e vi ripropongo l'intervista tradotta.

 

HO LETTO “LA SPIAGGIA DELLE ANIME” DI ROBERTO ALBA

L'occasione che mi ha fatto conoscere Roberto Alba e la sua bella prosa è stata la lettura del suo racconto “Il destino della felicità” presentato alla 1ª edizione del concorso “Giro, scrivo e scatto” promosso dall'Associazione Agugliastra di Lanusei. Racconto che gli è valso una menzione speciale da parte della giuria di cui facevo parte. Non ho tardato a leggere il suo romanzo “La spiaggia delle anime” sicura di non rimanerne delusa. In tanti scrivono, in pochi sanno farlo con maestria. Leggendo i suoi scritti ho capito di trovarmi davanti un provetto scrittore, quasi un veterano della penna, eppure, Roberto Alba è al suo primo romanzo pubblicato; mi auguro che tanti di questa qualità ne seguiranno. Consiglio la lettura del romanzo che è più che un semplice giallo, perché lega mito, mistero e sentimento, il tutto condito dall'affascinante teoria sui “genosociogrammi”, più conosciuta come “La sindrome degli antenati”. Tre storie, ambientate in tre momenti temporali diversi – anni Trenta, anni Settanta e giorni nostri – fra Sardegna, Roma e Grecia, svelano lentamente il mistero che le intreccia.

 

D.  Andando a rovistare nella tua biografia ho visto che hai finora ottenuto alcuni riconoscimenti per racconti brevi e hai scritto testi per canzoni. Come è nata questa tua passione per la scrittura?

R. Scrivere è qualcosa che ho dentro. Non è semplice da spiegare, ma mi rilassa immaginare storie. I personaggi sono la parte più divertente. Crearli scavando nella loro psicologia, mi dà il piacere dell’onnipotenza: posso farli vivere o morire, odiare o amare, sono io l’artefice del loro destino, anche se, spesso, ho la sensazione di essere un semplice strumento nelle loro mani. Il mio essere un Creatore con la penna si riduce al semplice ruolo di scriba del terzo millennio.


D. Ho letto che sei un grande lettore. Quanto è stata importante per te la lettura?

R. La lettura è fondamentale. Io sono un lettore compulsivo: leggo generi diversi anche contemporaneamente. Ho tre romanzi sul comodino. La lettura mi aiuta a comprendere “la Tecnica”. Sono convinto che se non si legge non si può scrivere, o meglio, non si acquisiscono le giuste attenzioni che si devono dedicare al testo. La lettura è lo strumento più potente che ho in mano per confrontarmi e capire.


D.  Il tuo romanzo è stato pubblicato grazie al riconoscimento avuto in un premio letterario. Come ci si sente a vedere la propria opera resa pubblica e apprezzata?

R. Il 2011 è stato un anno fantastico; dopo aver vinto il concorso Cartabianca con il racconto “La grande acqua” (Ed. Taphros) è arrivata la grande notizia: pubblicazione in ebook (Ed. IoScrittore) con il gruppo editoriale Mauri Spagnol (Longanesi, Nord, Guanda,…) del romanzo finalista “L’ultima spiaggia delle anime”, poi diventato cartaceo e pubblicato con Gremese con il titolo “La spiaggia delle anime”. La sensazione che si prova è un colpo al cuore. Ti fai una domanda “E ADESSO CHE SUCCEDE?”. La risposta non riesci a trovarla. È ancora troppo presto, anche se le critiche sono molto positive.


D. Tanti anni di passione letteraria alle spalle e qualche opera già pronta che attende l'editore, vero?

R. Eh sì… di romanzi ce ne sono diversi, ma non voglio svelare il piacere della sorpresa ai miei lettori. Spero per la fine del 2013, ma adesso c’è “La spiaggia delle anime.

Pia Deidda .

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