Fotografie di Giuseppe Di Carlo, Sergio Ruiu, ETTU

ATENEIKA E FITET MOLTO SORRIDENTI ANCHE NEL 2024

Il mondo universitario non può essere diverso dagli altri. Lo dimostra buttandosi a capofitto nella disciplina che aggrega e diverte tra meridiani e paralleli di tutto il mondo. La FITeT Sardegna ci aveva visto molto bene quando Ateneika, muovendo i primi passi, volle stringere a tutti i costi un patto duraturo per assicurare la presenza costante del Tennistavolo all’interno della kermesse sportivo – musicale di fine primavera che convoglia folle oceaniche nella Cittadella Sportiva “Sa Duchessa” del CUS a Cagliari. Scontato il successo dell’edizione 2024 dove anche tavoli, racchette e palline si sono ritagliati un bello spazio nella palestra C, visitata da una quarantina di iscritti che hanno avuto modo di rinverdire i fasti adolescenziali e vacanzieri quando farsi quattro scambi in totale spensieratezza diventa una priorità insindacabile.  

Si è così creato un clima frivolo ma accogliente con partecipanti smaniosi di raffrontarsi con gli immatricolati delle altre facoltà. E non è mancata la presenza di un pubblico focoso e divertito nel vedere le performances atletiche dei loro colleghi di facoltà.

Nel singolo maschile ha trionfato Paolo Corongiu (Ingegneria/Architettura), che ha battuto in finale Federico Meloni (Scienze). Nell’ultimo gradino del podio sono finiti Alessandro Murgia (Medicina/Chirurgia) e Francesco Dessy (Medicina/Chirurgia).

Nel doppio maschile Paolo Corongiu e Andrea Corongiu (Ing/arch) hanno superato Gianluca Dasara e Luca Agus (Scienze).

Impeccabile la direzione arbitrale, affidata al giovane aspirante giudice arbitro della FITeT Davide Portas di Quartu S. Elena. “Mi sono divertito abbastanza – ha dichiarato – soprattutto dopo che il tutto è cominciato. Ho avuto modo di allacciare nuove amicizie e il torneo di per sé è stato molto godibile. Durante la finale del terzo e quarto posto ho assistito ad un bel gesto di fair play con Dessy che nell’incertezza di uno spigolo decide di cedere il punto all’avversario; al giorno d’oggi, a mio parere, è un gesto che nobilita l’uomo. Mi fa inoltre piacere che i quattro finalisti si siano detti interessati ad approfondire con il Tennistavolo. Vorrei infine ringraziare un docente universitario che è rimasto fino alla fine del torneo per dare una mano”.

Immancabile anche l’intervento del presidente FITeT Sardegna Simone Carrucciu, che come sempre alimenta con i fatti e le parole la perfetta integrazione della FITeT in questi contesti. E durante le sfide lo si è visto chiacchierare appassionatamente col suo omologo della Federscacchi Danilo Mallò quasi a sugellare una futura collaborazione con due discipline che hanno molte cose in comune. “Ci sono idee in ballo ma è ancora prematuro parlarne – dice Carrucciu – ma in compenso posso dire che stare in mezzo al popolo di Ateneika rigenera lo spirito dandoti un sacco di spunti, utili nella mia ricerca ossessiva di nuove formule idonee ad attirare sempre più tesserati nella nostra realtà. Ringrazio gli organizzatori di Ateneika, gli atleti e i collaboratori della FITeT che hanno dato lustro al bellissimo pomeriggio trascorso con loro”.

QUI ATENEIKA: PARLA PIERMICHELE ZICHI

Tra le mille incombenze che l’organizzazione di Ateneika richiede, uno dei padri fondatori, Piermichele Zichi (tra le altre cose coordinatore del torneo di tennistavolo), sa destreggiarsi in scioltezza, grazie agli automatismi perfezionati negli anni. Ormai saprebbe dirigere l’orchestra anche ad occhi chiusi.

Piermichele, a proposito del Torneo di tennistavolo di Ateneika, hai notato differenze con le edizioni passate?

La partecipazione, già straordinaria negli anni scorsi, è cresciuta ancora. Tanto degli atleti quanto del pubblico. È stata l’edizione che ha registrato il record di iscritti, e come sempre questo non può che renderci felici. Un’edizione partecipata con un continuo viavai nel palazzetto durante le gare, qualcosa che è bello per noi, e ancora di più per i giocatori.

Quindi si sono divertiti tutti quanti..

I feedback che abbiamo ricevuto ci rassicurano. Come sempre i tornei di AteneiKa sono aperti a tutti gli universitari, e noi lavoriamo per far sì che siano divertenti e competitivi allo stesso modo per chi è un amatore e per chi invece pratica il tennistavolo a livello agonistico. Alla fine come sempre vince il più forte, ma la competizione c’è e rende il torneo più acceso. Oltre la sfida in campo poi, il torneo di tennistavolo è inserito all’interno del festival sportivo, con altri 10 sport che si praticano negli impianti del CUS, e 1600 atleti che si muovono tra palazzetti, campi da calcio e aree gioco. Non mancano i modi per divertirsi.

Con Simone Carrucciu state “tramando” qualcosa per il futuro?

La Federazione e il suo presidente sono stati fondamentali anche quest’anno. Dobbiamo ringraziarli entrambi perché ci aiutano, oltre che fornendo le attrezzature per il torneo, con la professionalità e le competenze che può mettere in campo. Questo supporto va avanti da tanti anni e si evolve costantemente, con tornei e idee nuove e sempre diverse. Per il futuro i ragionamenti sono tanti, il tennistavolo è uno sport che si presta a variegate modalità di gioco e ha tantissime sfaccettature, e insieme vogliamo studiare modi sempre nuovi per far sì che il torneo di tennistavolo di AteneiKa sia un evento sempre più coinvolgente.

Nel complesso Ateneika 2024 come ti è sembrata?

È stata una grandissima festa, ha rispettato quelli che sono gli ideali fondanti del festival. AteneiKa vuole creare aggregazione utilizzando i linguaggi dello Sport e della Musica. La partecipazione di pubblico è in crescita, non solo universitari ma appassionati, turisti, fino alle famiglie, attratte dal clima che si respira durante l’evento. Il numero di iscritti cresce allo stesso modo e il clima che si crea è uno spettacolo dal pomeriggio alla notte. Siamo felici di condividere questi obiettivi e questi ideali con la FITeT, perché queste sinergie permettono ad un evento come AteneiKa di essere davvero un luogo di aggregazione, divertimento e socialità.

CAMPIONATI SARDI ASSOLUTI E PARALIMPICI A CAGLIARI

La data del 30 giugno 2024 chiude la stagione agonistica anche in Sardegna ma il caldo incombente non deturperà l’animo degli appassionati che avranno ancora altri tre appuntamenti da sfruttare prima di programmare gli spensierati slanci vacanzieri tra mare e montagna. A coordinare gli eventi residui di un calendario individuale e a squadre che ha riservato opportunità per tutte le categorie e tutte le età sarà il binomio Marcozzi Cagliari-Fitet Sardegna. La blasonata società del presidente Raffaele Curcio ha riservato un costante apporto alla causa organizzando svariati appuntamenti agonistici ben spalmati tra autunno, inverno e primavera. Domenica 16 giugno 2024 il Palatennistavolo di via Crespellani lascia spazio ai Campionati Sardi di prima categoria che oltre alle dispute dei singoli femminili e maschili, riserva il tradizionale e sempre pirotecnico appuntamento con i doppi maschili, femminili e misti.

A rendere ancor più stimolante il rendez-vous è la concomitanza con i Campionati Sardi paralimpici che sicuramente avranno tanto da dire per gli ottimi miglioramenti che il movimento ha fatto vedere negli ultimi mesi. E protagonisti sui tavoli saranno uomini e donne della categoria in piedi (6-10) e carrozzati (1-5) che lotteranno sia nel singolo, sia nel doppio.

Il sipario si chiuderà definitivamente il 30 giugno quando a Mulinu Becciu la società marcozziana si renderà protagonista di un Torneo Open riservato agli over 4000 maschile 8,00 e agli over 2000 maschile + over 100 femminile.

ITALIANI MASTER: PISANO, CONCIAURO E ROZANOVA VANNO A MEDAGLIE

Il bello del tennistavolo è che se l’età cresce inesorabilmente, la voglia di calibrare un top spin supersonico non muta. Sarà anche la febbre da campionati mondiali che il mese prossimo verranno ospitati a Roma ad alimentare un entusiasmo sopra le righe che si è registrato nel corso dei Campionati Italiani Master di Riccione.

Per la Sardegna il simbolo della longevità pongistica è rappresentato da Efisio Pisano, classe 1939 che ha scaldato i motori in vista della rassegna iridata capitolina andando a conquistare una medaglia di bronzo nel doppio over 80, condiviso con Sergio Ceroni. I due sono stati estromessi dal duo Rame/Rossano che invece, nell’edizione dell’anno scorso erano riusciti a battere. Il medico bosano-cagliaritano, tesserato con il GS TT Alghero ASD ha partecipato anche al singolo, dove non è andato oltre il girone perdendo con la testa di serie n. 2 Lucchesi e con la n. 7 Ercolani. Ma è risultato nettamente vittorioso nella sfida con Damiani.

“La manifestazione rivierasca mi è servita come allenamento per i mondiali – dice Efisio Pisano – e tutto sommato la valuto come una buona esperienza. C’è rammarico per i singoli; potevo vincere, specie con Lucchesi, giocatore molto forte contro il quale avevo vinto il primo parziale. Devo difendere la medaglia di bronzo conquistata ai mondiali di due anni fa, ma sarà difficile. Dedico il podio di Riccione a me stesso per la voglia che ho ancora, nonostante i quasi 85 anni”.

Altre due società isolane possono vantare di essere salite sui podi master. Il Quattro Mori Cagliari guadagna l’oro grazie a Marina Conciauro nel doppio femminile over 40, con la collaborazione di Katja Milic (C.S. Dilettantistica Sportni Krozek Kras). Nessun problema per la coppia che si aggiudica il girone a tre vincendo entrambe le sfide per 3-0.

Per la pongista palermitana giungono anche due bronzi sia nel singolo femminile, sia nel doppio misto col fratello Rocco (U.S. Dilettantistica- AUDAX).

“Speravo nella vittoria del singolo – argomenta Marina Conciauro – ma sono comunque contenta del mio rendimento. Ero assente da cinque anni dai campionati italiani master, prima per una brutta ernia al disco, poi sopraggiunse il covid, e di seguito rimasi bloccata dalla ricaduta dell’ernia. Ovviamente non ero più abituata a frequentare queste competizioni e questo ha inciso parecchio sul mio rendimento. Con Katia abbiamo vinto molto facilmente, perché mancava sia Cristina Semenza, sia Ana Brzan. Peccato nel misto; con mio fratello abbiamo vinto il primo turno contro i fratelli Nita abbastanza facilmente, poi ci siamo dovuti arrendere in semifinale ai futuri vincitori Katia Milic e Garello. Anche nel singolo poteva andare meglio: nel girone ho vinto su Castro e Nita, infine Katia Milic mi ha estromesso in semifinale con i seguenti parziali 13.11/11.9/11.9. Secondo i pronostici Katia l’avrei dovuta incontrare in finale ma lei ha perso nel girone con Rozanova 3-0. Poi la Rozanova perso in semifinale con Nita 3-1”.

E a proposito di Elena Rozanova, in quanto portacolori del Tennistavolo Sassari, oltre al bronzo nel singolo, ha portato in cascina una medaglia d’argento nella serie A1 femminile in coppia con Stanislava Burenina e un altro bronzo nel doppio misto con Gianluca Mastroberti (Stella del Sud Napoli).

Ecco la sua accurata disamina: “La trasferta in Emila Romagna comincia male perché la mia compagna di squadra e di doppio, Ana Brzan si infortuna all’ultimo momento. In extremis, per la serie A1 troviamo la disponibilità di Stasia Burenina che trovandosi a Londra ha dovuto anticipare il suo rientro in Italia. Ho cominciato col doppio misto che speravo di condividere come l’anno scorso con Maxim Kuznetsov, ma lui purtroppo non poteva partecipare. Su consiglio del mio compagno Tonino Pinna ho condiviso l’esperienza assieme a Mastroberti, atleta che non conoscevo. Tutto è filato liscio fino alla semifinale quando il duo Milic/Gammone si è dimostrato più forte di noi. Nel singolo sono successe cose strane; nel girone, infatti, ho battuto per 3-0 Katja Milic, la favorita per la vittoria finale. Non so come, ma qualsiasi cosa mi riusciva perfettamente. Stringendo i denti sono riuscita ad impormi per 3-2 su Isabella Guidotti che lo scorso anno, nella stessa competizione, mi aveva battuta. In semifinale affronto Daniela Nita con cui, in venti anni anni che risiedo in Italia, non avevo mai perso; invece stavolta ha prevalso lei e per me è sfumata la possibilità di giocarmi la finale con Milic, precedentemente battuta. Sicuramente sono stata precipitosa nel chiudere e con un pizzico di pazienza in più probabilmente ce l’avrei fatta. Tra l’altro, in seguito ad uno spigolo, e al successivo scambio di convenevoli, la confusione creatasi ha provocato uno scambio della titolarità del servizio. L’arbitro, sul 10-9 per l’avversaria, si è accorto che in realtà avrei dovuto servire io e non lei. Ma a quel punto ho detto che si poteva proseguire così, ma mandando fuori la risposta ho perso set e partita”.

“Nell’avventura a squadre – prosegue Rozanova – la mia compagna Stasia, abituata a giocare solo in campionato, era un po’ impaurita. Nella gara d’esordio contro le future vincitrici della Bagnolese, lei ha affrontato Nita: entrambe sono difensori ma la mia compagna l’aveva superata diverse volte. La tensione ha forse influito nel risultato finale: perde con un 3-0 comunque molto tirato. Incredibilmente vinco facile contro Semenza in tre parziali. Nei doppi, in generale, Stasia ha giocato molto meglio di me che non riuscivo a bloccare una palla. Nel primo caso hanno prevalso le lombarde 3-1. Poi tra Semenza e la mia compagna ha prevalso la prima in quanto molto più allenata e specialista nel contrastare il gioco difensivo. Fossimo giunti al 2-2 avrei potuto avere chances di successo su Nita in quella che è stata la, in fin dei conti, la finale del torneo. Nella sfida seguente contro il TT Senigallia, trovo la strada spianata contro Moretti, ma speravo di giocarmela nei confronti di Bartolommei con cui avevo perso di misura agli italiani di terza categoria. Ci ha pensato Stasia a vendicarmi nella gara iniziale vincendo al quinto dopo una buona prestazione. E stavolta ci va bene anche il doppio, liquidato in quattro parziali. Infine affrontiamo il TT Aldo Pappalardo. Vado come un treno nei confronti di Gambacorta, mentre Burenina non ha problemi su Shmigelskaya. Da dimenticare invece il doppio dove ci hanno lasciato a zero, nonostante in tutti e tre i parziali ci fossimo trovate a condurre con sostanziosi vantaggi; al bel gioco espresso dalla mia compagna non è seguita un’analoga prestazione da parte mia. Superando poi Gambacorta, Stasia ci ha assicurato il posto d’onore. Nel complesso sono soddisfatta perché rispetto allo scorso anno è andata leggermente meglio”

Anche Stasia Burenina vuol dire la sua: “Non sono molto soddisfatta della prestazione offerta – rimarca – perché poteva andare decisamente meglio. Nonostante tutto io ed Elena abbiamo formato una bella squadra e a maggior ragione mi dispiace di non essere riuscite a vincere il campionato. Forse qualcosa sarebbe cambiato se avessimo incrociato la Bagnolese al secondo turno. Rimane altamente positivo il mio rendiconto personale della bella stagione trascorsa con il team sassarese. Ringrazio tutti quanti”.

CAMPIONATI ITALIANI DI CATEGORIA: MURAVERA TT SECONDA SOCIETA’ D’ITALIA

A Riccione non si assiste ad un bis della vendemmia che i campionati di 1a, 2a, 3a categoria avevano assicurato a talune società sarde a fine inverno. Infatti nessun pongista tra gli iscritti ai 4a,5a e 6a categoria riesce a salire sul podio. L’unica consolazione la riserva la classifica generale dei campionati di categoria con un lusinghiero secondo posto conquistato dalla società AD Muravera TT. Da segnalare anche il quinto posto del Tennistavolo Sassari, l’undicesimo del Quattro Mori Cagliari.

Scendendo nei dettagli, sono due pongisti del Tennistavolo Sassari che si avvicinano, ma non raggiungono la zona medaglie nei singoli. Il lanuseino Elia Licciardi, impegnato nei 4a si ferma ai quarti di finale, mentre il suo compagno Federico Casula è tra i primi otto dei 5a categoria.

Nei doppi, quarti di finale 6a per il duo turritano formato da Edoardo Ian Eremita e Simone Demontis. Chiudono la loro avventura agli ottavi di finale Gioele Melis e Nicola Carboni (La Saetta Quartu) nel doppio maschile 4a. Stop agli ottavi del doppio femminile e misto 4a per Alessandra Stori (Muravera TT) che ha giocato rispettivamente con Angela Leogrande (A.S. Dilettantistica TT Ennio Cristofaro) e Leonardo Coletta (Associazione Sportiva Dilettantistica Fiaccola).

In coda alla manifestazione si è disputata anche la Coppa Italia Comitati Regionali. A rappresentare la Sardegna c’era La Setta Quartu con i tre giocatori Gioele Melis, Alessandro Mercenaro e Nicola Carboni. Passato il girone da seconda in virtù dei successi conseguiti su Antoniana Pescara e Perugia, il team campidanese viene superato ai quarti dalla compagine che poi perderà la finalissima (Pulcini Cascina TT).

In precedenza la squadra de Il Cancello Alghero ha preso parte ai play off per accedere alla serie B master nazionale ma il suo percorso si è interrotto subito nella fase a gironi dove il duo Marco Tiloca – Carmine Niolu ha conseguito un solo successo su tre gare disputate.

EUROPE THROPY: MURAVERA TT E SANTA TECLA NULVI VIVACI IN SERBIA

Onorevole presenza sarda alla Grand Final della Europe Trophy con le ragazze del Muravera TT che chiudono l’esperienza di Novi Sad (Serbia) con il sesto posto e il Santa Tecla Nulvi dodicesimo nella graduatoria maschile.

Non era semplice districarsi con formazioni molto attrezzate ma specie il team sarrabese ha colpito per la spregiudicatezza della combattente Francesca Seu, già abituata ai palcoscenici internazionali nonostante i suoi sedici anni. Ha battuto infatti Lea Paulin giocatrice dell’SCO Bodensdorf (Austria), Elena Chmiguelskaia in forza al club belga KTTC AFP Antwerpen e Sofiia Sheredeha dell’STK Aquaestil (Croazia), sfiorando il colpaccio con la n. 68 al mondo hongkonghese Lee Ho Ching (tesserata con la squadra croata Dr. Casl), vittoriosa 6-3 al quinto set. Con lei erano presenti nei Balcani Nicoletta Criscione e Mihaela Encea. Il bilancio complessivo è di una vittoria e tre sconfitte.

Sull’esperienza del Santa Tecla Nulvi interviene l’altro sardo protagonista in terra serba, Francesco Ara: “Purtroppo ci siamo dovuti presentare in formazione rimaneggiata. Io avrei dovuto accompagnare la squadra solo in veste di capitano e invece sono dovuto scendere in campo per sostituire l’infortunato Mihai Roșca. Con me hanno giocato Tomas Koldas e Aleksi Rasanen. Ci siamo arresi prima allo Starr Croatia, poi ai francesi del Lille Metropole, e infine agli svedesi dell’Eskilstuna. Risultati a parte, è stata per noi un’esperienza fondamentale perché ci ha permesso di confrontarci con giocatori di livello assoluto e squadre ottimamente strutturate dalle quali dobbiamo sicuramente prendere esempio”.

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