Forma e Poesia nel Jazz: giovedì al via la ventinovesima edizione del festival. In programma a Cagliari fino a domenica visite guidate, incontrie quattro serate di musica tra il Teatro delle Saline e il Teatro Doglio. Giovedì l’inaugurazione della mostra di sassofoni a cura di Attilio Berni,la prima tappa del racconto di Enrico Merlin dedicato a Miles Davis e in serata i concerti di Samih Al Madhoun e Yamandu Costa.
Dopo gli appuntamenti che hanno fatto da prologo lo scorso fine settimana, giovedì (1 ottobre) prende il via a Cagliari la parte centrale della ventinovesima edizione di Forma e Poesia nel Jazz, in programma fino a domenica (4 settembre) nel segno di “Analogico futuro“. Quattro giornate che affiancano ai concerti serali – giovedì, venerdì e sabato al Teatro delle Saline, domenica al Teatro Doglio – un programma di mostre, incontri, visite guidate e momenti di approfondimento, nel consueto intreccio tra musica, luoghi e linguaggi diversi che caratterizza la manifestazione diretta da Nicola Spiga. Tra i protagonisti di questa edizione, Stefano Di Battista, Antonio Faraò, il chitarrista brasiliano Yamandu Costa e gli ungheresi Jazzbois.
Sempre giovedì mattina, a mezzogiorno, si inaugura al Search la mostra a cura di Attilio Berni, che porta a Cagliari una parte della straordinaria collezione del Museo del Saxofono di Fiumicino, di cui è direttore: trenta sassofoni d’epoca, principalmente di costruzione italiana, e trenta fotografie vintage dedicate alle donne sassofoniste. L’esposizione propone così una lettura del sassofono che supera la dimensione esclusivamente musicale per raccontare la storia, le forme e l’immaginario di uno degli strumenti simbolo del jazz e tra i più originali della modernità. Il taglio del nastro sarà anche l’occasione per presentare “Il saxofono in Italia. Ingegno, produzione e immaginario culturale“, il libro di Attilio Berni che nei giorni successivi sarà impegnato in una serie di conferenze-spettacolo dedicate all’evoluzione dello strumento e ai suoi protagonisti. Coordina l’incontro il giornalista Vito Biolchini.
La musica dal vivo entra in scena alle 20 con i primi due concerti al Teatro delle Saline. Introdotto dal giornalista Giacomo Serreli, cui è affidata la conduzione di tutte le serate, apre la serie di live Samih Al Madhoun, giovane musicista palestinese, cantante e suonatore di oud, il tradizionale liuto arabo. Costretto dalla guerra a lasciare il suo Paese, dove ha studiato al Conservatorio Nazionale di Musica “Edward Said”, oggi vive a Cagliari e prosegue gli studi al Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina”. Attraverso l’oud e il canto, Samih Al Madhoun porta con sé la musica e la cultura palestinesi, aprendosi a nuove esperienze musicali nell’isola.
A seguire, uno dei nomi più attesi di questa edizione: il brasiliano Yamandu Costa, autentico virtuoso della chitarra a sette corde, strumento centrale nella tradizione del choro e del samba, che ha iniziato a studiare con il padre quando aveva sette anni. Classe 1980, musicista di grande versatilità, non si può identificare con un solo genere musicale: il suo stile personale attraversa choro, classica, milonga, tango, zamba e chamané. Pluripremiato, Yamandu Costa ha suonato praticamente in tutto il mondo, anche come solista con importanti orchestre sinfoniche. Ad accrescere l’interesse per la sua esibizione sarà la prevista partecipazione, come ospite speciale in alcuni brani, di Simone Onnis, chitarrista sardo di grande esperienza e caratura internazionale.
Sempre in mattinata, dalle 11 alle 13, ritorna un “classico” del festival: “Jazz in metrò”. A portare la musica dal vivo sulla metropolitana che collega Cagliari e Monserrato sarà il Drum&Sax Duo, sodalizio artistico nato dall’incontro tra due musicisti – Diego Greco al sassofono e Giovanni Alborghetti alle percussioni – uniti da un’amicizia e una complicità costruite nel corso degli anni. Il loro repertorio attraversa jazz, funk e swing, alternando brani della tradizione, riletture personali e momenti di libera improvvisazione, dove il sassofono disegna melodie e atmosfere, mentre le percussioni ne seguono, sostengono e talvolta stravolgono il percorso, lasciando spazio all’ascolto reciproco, alla dinamica e alla libertà espressiva.
Nel pomeriggio, al Search, nuovo incontro con Attilio Berni, che alle 16 terrà la conferenza-spettacolo “SaxItaly” con cui racconta la storia poco conosciuta del sassofono in Italia, tra inventori, costruttori, musicisti, industrie, brevetti, cinema, radio e spettacolo. Un viaggio attraverso quasi due secoli nel quale strumenti storici e musica dal vivo diventano il filo conduttore per riscoprire l’ingegno, la creatività e la capacità manifatturiera italiana.
La seconda serata di concerti, sempre al Teatro delle Saline e con inizio alle 20, metterà a confronto due esperienze accomunate dalla contaminazione fra jazz, hip-hop ed elettronica. In scena nel primo set Alsogood, nome d’arte di Francesco Lo Giudice, tastierista, producer e polistrumentista di base a Milano che si muove tra improvvisazione, groove e produzione elettronica. Fondatore del trio Figùra, ha pubblicato lavori per importanti etichette internazionali: nel 2024 è entrato nel roster di Island Records con “Elsewhere”, album di jazz contemporaneo che ha superato i tre milioni di streaming, mentre è dello scorso aprile “1000 Smiles”. Con Alsogood saliranno sul palco Alessandro Pollio alle tastiere e Pierpaolo Tancredi alla batteria.
A seguire, riflettori puntati sugli ungheresi Jazzbois, formazione di casa a Budapest che vede Bencze Molnár alle tastiere, Viktor Sági al basso e Tamás Czirják alla batteria. La musica del trio nasce dall’incontro tra improvvisazione jazz e ritmi hip hop, con un approccio fortemente legato alla dimensione live. Dopo milioni di ascolti sulle principali piattaforme, nel 2024 i Jazzbois hanno pubblicato il loro quarto album, “Still Blunted”, un ritorno alle radici beat-tape, e si sono esibiti su importanti palchi internazionali come il Montreux Jazz Festival e il Jazz Cafe di Londra.
Sempre in mattinata, alle 11:30 al Search, nuova conferenza-spettacolo di Attilio Berni che in “SaxAppeal – Da anonima pipa di nichel a icona dell’erotismo” esplora il rapporto tra il sassofono, l’eros e l’immaginario cinematografico. Attraverso colonne sonore, filmati, aneddoti, analisi storico-organologiche e strumenti particolari, Berni racconta l’affascinante trasformazione del sassofono nel corso della sua storia e la progressiva affermazione del suo ruolo di icona dell’erotismo musicale, con particolare attenzione alle produzioni cinematografiche italiane.
Sarà una delle formazioni più originali e interessanti della scena musicale isolana, i Freak Motel, ad aprire alle 20 la terza serata al Teatro delle Saline. Attivo dal 2017, il gruppo di Andrea Sanna (synth, Rhodes e live electronics), Matteo Sedda (tromba e live electronics), Andrea Parodo (basso) e Nicola Vacca (batteria) esplora il territorio di confine tra nu jazz, post rock, elettronica e musica contemporanea, fondendo composizione e improvvisazione in un sound organico e in continua trasformazione. Dopo “Escape Room” (2018) e “Freakeinstein” (2022), nel 2025 i Freak Motel hanno pubblicato “Human Codec“, proseguendo una ricerca che interpreta il jazz come terreno aperto alla sperimentazione: una musica senza confini, quella del quartetto sardo, capace di partire dalla tradizione per guardare al futuro.
Protagonista del secondo set di sabato sera una delle figure di primo piano del panorama jazzistico nazionale, Antonio Faraò. Classe 1965, il pianista romano ha costruito una carriera di caratura internazionale con riconoscimenti come il prestigioso Concours International de Piano Jazz Martial Solal, collaborando con musicisti del calibro di Jack DeJohnette, Joe Lovano, Chris Potter, Benny Golson, Miroslav Vitous, Bireli Lagrène, e partecipando più volte all’International Jazz Day su invito di Herbie Hancock. Tra i tanti album della sua discografia, “Eklektik“, del 2017, ha segnato una svolta nella sua ricerca, aprendola per la prima volta a sonorità elettriche, influenze rap e contaminazioni oltre i territori del jazz tradizionale; ora il progetto torna in una nuova veste e con una formazione rinnovata che accanto ad Antonio Faraò schiera Roberta Gentile alla voce, Mauro Capitale al sax, la voce rap di Max Mbassadò, Piero Orsini al basso elettrico e Martino Malacrida alla batteria.
Per la serata conclusiva il festival si trasferirà dal Teatro delle Saline al Teatro Doglio che, alle 19, accoglie sul suo palco un’altra formazione sarda, l’Angiolini Bros. Quartet dei fratelli Andrea e Alessandro Angiolini, rispettivamente pianista e sassofonista, affiancati da Paolo Cocco al basso elettrico e fretless e Luigi Sanna alla batteria. Con un sound fresco e contemporaneo, il quartetto propone un repertorio che valorizza tutti gli strumenti, composto prevalentemente da brani originali inediti, con qualche inserimento di standard jazz opportunamente arrangiato.
Altri arrangiamenti e repertorio nel set successivo che vedrà il ritorno al festival di un altro nome illustre del jazz italiano: Stefano Di Battista. Il sassofonista romano proporrà a Cagliari il suo progetto “La Dolce Vita”, già consegnato alle tracce dell’omonimo album del 2024: una rilettura in chiave jazz di alcune delle melodie più celebri della musica e del cinema italiani. Di Battista porta così sul terreno dell’improvvisazione pagine musicali di Nino Rota, Ennio Morricone e Nicola Piovani per il grande schermo, ma anche canzoni di Paolo Conte, Lucio Dalla, Domenico Modugno e Renato Carosone, in un percorso che mette in dialogo memoria e reinterpretazione. Con Stefano Di Battista al sax soprano e contralto, saliranno sul palco del Teatro Doglio Matteo Cutello alla tromba, Daniele Sorrentino al basso e al contrabbasso, Andrea Rea al pianoforte e Luigi Del Prete alla batteria.
Ma la ventinovesima edizione di Forma e Poesia nel Jazz non si esaurirà con le quattro giornate di inizio ottobre; il festival tornerà infatti a novembre con due concerti di particolare rilievo: protagonista l’11 al Teatro Massimo Angelo Branduardi, seguito il 20 al Bflat dal pianista e compositore statunitense Jeff Lorber.
La ventinovesima edizione di Forma e Poesia nel Jazz è organizzata dall’omonima cooperativa con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Spettacolo, Sport e Beni Culturali e Assessorato del Turismo, Commercio e Artigianato), del Comune di Cagliari (Assessorato alla Cultura) e della Fondazione di Sardegna.
Per informazioni, la segreteria di Forma e Poesia nel Jazz risponde al numero 388 38 99 755 e all’indirizzo formaepoesianeljazz@gmail.com. Notizie e aggiornamenti sul sito www.formaepoesianeljazz.com, sulla pagina www.facebook.com/FormaePoesianelJazz e su www.instagram.com/formaepoesianeljazz.
- Al via giovedì mattina
Sempre giovedì mattina, a mezzogiorno, si inaugura al Search la mostra a cura di Attilio Berni, che porta a Cagliari una parte della straordinaria collezione del Museo del Saxofono di Fiumicino, di cui è direttore: trenta sassofoni d’epoca, principalmente di costruzione italiana, e trenta fotografie vintage dedicate alle donne sassofoniste. L’esposizione propone così una lettura del sassofono che supera la dimensione esclusivamente musicale per raccontare la storia, le forme e l’immaginario di uno degli strumenti simbolo del jazz e tra i più originali della modernità. Il taglio del nastro sarà anche l’occasione per presentare “Il saxofono in Italia. Ingegno, produzione e immaginario culturale“, il libro di Attilio Berni che nei giorni successivi sarà impegnato in una serie di conferenze-spettacolo dedicate all’evoluzione dello strumento e ai suoi protagonisti. Coordina l’incontro il giornalista Vito Biolchini.
La musica dal vivo entra in scena alle 20 con i primi due concerti al Teatro delle Saline. Introdotto dal giornalista Giacomo Serreli, cui è affidata la conduzione di tutte le serate, apre la serie di live Samih Al Madhoun, giovane musicista palestinese, cantante e suonatore di oud, il tradizionale liuto arabo. Costretto dalla guerra a lasciare il suo Paese, dove ha studiato al Conservatorio Nazionale di Musica “Edward Said”, oggi vive a Cagliari e prosegue gli studi al Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina”. Attraverso l’oud e il canto, Samih Al Madhoun porta con sé la musica e la cultura palestinesi, aprendosi a nuove esperienze musicali nell’isola.
A seguire, uno dei nomi più attesi di questa edizione: il brasiliano Yamandu Costa, autentico virtuoso della chitarra a sette corde, strumento centrale nella tradizione del choro e del samba, che ha iniziato a studiare con il padre quando aveva sette anni. Classe 1980, musicista di grande versatilità, non si può identificare con un solo genere musicale: il suo stile personale attraversa choro, classica, milonga, tango, zamba e chamané. Pluripremiato, Yamandu Costa ha suonato praticamente in tutto il mondo, anche come solista con importanti orchestre sinfoniche. Ad accrescere l’interesse per la sua esibizione sarà la prevista partecipazione, come ospite speciale in alcuni brani, di Simone Onnis, chitarrista sardo di grande esperienza e caratura internazionale.
- Venerdì la seconda giornata
Sempre in mattinata, dalle 11 alle 13, ritorna un “classico” del festival: “Jazz in metrò”. A portare la musica dal vivo sulla metropolitana che collega Cagliari e Monserrato sarà il Drum&Sax Duo, sodalizio artistico nato dall’incontro tra due musicisti – Diego Greco al sassofono e Giovanni Alborghetti alle percussioni – uniti da un’amicizia e una complicità costruite nel corso degli anni. Il loro repertorio attraversa jazz, funk e swing, alternando brani della tradizione, riletture personali e momenti di libera improvvisazione, dove il sassofono disegna melodie e atmosfere, mentre le percussioni ne seguono, sostengono e talvolta stravolgono il percorso, lasciando spazio all’ascolto reciproco, alla dinamica e alla libertà espressiva.
Nel pomeriggio, al Search, nuovo incontro con Attilio Berni, che alle 16 terrà la conferenza-spettacolo “SaxItaly” con cui racconta la storia poco conosciuta del sassofono in Italia, tra inventori, costruttori, musicisti, industrie, brevetti, cinema, radio e spettacolo. Un viaggio attraverso quasi due secoli nel quale strumenti storici e musica dal vivo diventano il filo conduttore per riscoprire l’ingegno, la creatività e la capacità manifatturiera italiana.
La seconda serata di concerti, sempre al Teatro delle Saline e con inizio alle 20, metterà a confronto due esperienze accomunate dalla contaminazione fra jazz, hip-hop ed elettronica. In scena nel primo set Alsogood, nome d’arte di Francesco Lo Giudice, tastierista, producer e polistrumentista di base a Milano che si muove tra improvvisazione, groove e produzione elettronica. Fondatore del trio Figùra, ha pubblicato lavori per importanti etichette internazionali: nel 2024 è entrato nel roster di Island Records con “Elsewhere”, album di jazz contemporaneo che ha superato i tre milioni di streaming, mentre è dello scorso aprile “1000 Smiles”. Con Alsogood saliranno sul palco Alessandro Pollio alle tastiere e Pierpaolo Tancredi alla batteria.
A seguire, riflettori puntati sugli ungheresi Jazzbois, formazione di casa a Budapest che vede Bencze Molnár alle tastiere, Viktor Sági al basso e Tamás Czirják alla batteria. La musica del trio nasce dall’incontro tra improvvisazione jazz e ritmi hip hop, con un approccio fortemente legato alla dimensione live. Dopo milioni di ascolti sulle principali piattaforme, nel 2024 i Jazzbois hanno pubblicato il loro quarto album, “Still Blunted”, un ritorno alle radici beat-tape, e si sono esibiti su importanti palchi internazionali come il Montreux Jazz Festival e il Jazz Cafe di Londra.
- Il programma di sabato
Sempre in mattinata, alle 11:30 al Search, nuova conferenza-spettacolo di Attilio Berni che in “SaxAppeal – Da anonima pipa di nichel a icona dell’erotismo” esplora il rapporto tra il sassofono, l’eros e l’immaginario cinematografico. Attraverso colonne sonore, filmati, aneddoti, analisi storico-organologiche e strumenti particolari, Berni racconta l’affascinante trasformazione del sassofono nel corso della sua storia e la progressiva affermazione del suo ruolo di icona dell’erotismo musicale, con particolare attenzione alle produzioni cinematografiche italiane.
Sarà una delle formazioni più originali e interessanti della scena musicale isolana, i Freak Motel, ad aprire alle 20 la terza serata al Teatro delle Saline. Attivo dal 2017, il gruppo di Andrea Sanna (synth, Rhodes e live electronics), Matteo Sedda (tromba e live electronics), Andrea Parodo (basso) e Nicola Vacca (batteria) esplora il territorio di confine tra nu jazz, post rock, elettronica e musica contemporanea, fondendo composizione e improvvisazione in un sound organico e in continua trasformazione. Dopo “Escape Room” (2018) e “Freakeinstein” (2022), nel 2025 i Freak Motel hanno pubblicato “Human Codec“, proseguendo una ricerca che interpreta il jazz come terreno aperto alla sperimentazione: una musica senza confini, quella del quartetto sardo, capace di partire dalla tradizione per guardare al futuro.
Protagonista del secondo set di sabato sera una delle figure di primo piano del panorama jazzistico nazionale, Antonio Faraò. Classe 1965, il pianista romano ha costruito una carriera di caratura internazionale con riconoscimenti come il prestigioso Concours International de Piano Jazz Martial Solal, collaborando con musicisti del calibro di Jack DeJohnette, Joe Lovano, Chris Potter, Benny Golson, Miroslav Vitous, Bireli Lagrène, e partecipando più volte all’International Jazz Day su invito di Herbie Hancock. Tra i tanti album della sua discografia, “Eklektik“, del 2017, ha segnato una svolta nella sua ricerca, aprendola per la prima volta a sonorità elettriche, influenze rap e contaminazioni oltre i territori del jazz tradizionale; ora il progetto torna in una nuova veste e con una formazione rinnovata che accanto ad Antonio Faraò schiera Roberta Gentile alla voce, Mauro Capitale al sax, la voce rap di Max Mbassadò, Piero Orsini al basso elettrico e Martino Malacrida alla batteria.
- Domenica la giornata conclusiva
Per la serata conclusiva il festival si trasferirà dal Teatro delle Saline al Teatro Doglio che, alle 19, accoglie sul suo palco un’altra formazione sarda, l’Angiolini Bros. Quartet dei fratelli Andrea e Alessandro Angiolini, rispettivamente pianista e sassofonista, affiancati da Paolo Cocco al basso elettrico e fretless e Luigi Sanna alla batteria. Con un sound fresco e contemporaneo, il quartetto propone un repertorio che valorizza tutti gli strumenti, composto prevalentemente da brani originali inediti, con qualche inserimento di standard jazz opportunamente arrangiato.
Altri arrangiamenti e repertorio nel set successivo che vedrà il ritorno al festival di un altro nome illustre del jazz italiano: Stefano Di Battista. Il sassofonista romano proporrà a Cagliari il suo progetto “La Dolce Vita”, già consegnato alle tracce dell’omonimo album del 2024: una rilettura in chiave jazz di alcune delle melodie più celebri della musica e del cinema italiani. Di Battista porta così sul terreno dell’improvvisazione pagine musicali di Nino Rota, Ennio Morricone e Nicola Piovani per il grande schermo, ma anche canzoni di Paolo Conte, Lucio Dalla, Domenico Modugno e Renato Carosone, in un percorso che mette in dialogo memoria e reinterpretazione. Con Stefano Di Battista al sax soprano e contralto, saliranno sul palco del Teatro Doglio Matteo Cutello alla tromba, Daniele Sorrentino al basso e al contrabbasso, Andrea Rea al pianoforte e Luigi Del Prete alla batteria.
Ma la ventinovesima edizione di Forma e Poesia nel Jazz non si esaurirà con le quattro giornate di inizio ottobre; il festival tornerà infatti a novembre con due concerti di particolare rilievo: protagonista l’11 al Teatro Massimo Angelo Branduardi, seguito il 20 al Bflat dal pianista e compositore statunitense Jeff Lorber.
- Biglietti e abbonamenti
La ventinovesima edizione di Forma e Poesia nel Jazz è organizzata dall’omonima cooperativa con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Spettacolo, Sport e Beni Culturali e Assessorato del Turismo, Commercio e Artigianato), del Comune di Cagliari (Assessorato alla Cultura) e della Fondazione di Sardegna.
Per informazioni, la segreteria di Forma e Poesia nel Jazz risponde al numero 388 38 99 755 e all’indirizzo formaepoesianeljazz@gmail.com. Notizie e aggiornamenti sul sito www.formaepoesianeljazz.com, sulla pagina www.facebook.com/FormaePoesianelJazz e su www.instagram.com/formaepoesianeljazz.
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FPJ – Forma e Poesia nel Jazz – soc. coop. Soc.
tel. 388 38 99 755 • www.formaepoesianeljazz.com • formaepoesianeljazz@gmail.com
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