Dopo Juri Camisasca non potevamo non incontrare Rosario Di Bella, l’artista che in questa produzione musicale con Juri Camisasca ha dato vita a un binomio creativo tra i più interessanti del panorama europeo.

Rosario da produzioni tue musicali come “Amici” e “Abbracciami” , che sono delle “perle” della tua carriera musicale, giungi a questo incontro con Juri Camisasca con “Spirituality” dove le tue canzoni in particolare richiamano il mondo Angelico.

In questo caso!

Si, in questo caso. Come mai l’avvicinarsi a questo mondo?

Non è un mondo che stavo esplorando, ad essere sincero. I testi sono di Adriano Buldrini, che è un mio caro amico e compagno di ricerca interiore, che tre anni fa ha scritto un libro sugli “Arcangeli” , ha dipinto gli Arcangeli, ha fatto una mostra degli Arcangeli, e così da questo libro e da questa mostra, parlandone mi chiese che se volevo musicare avrebbe scritto dei testi su una decina di Arcangeli e a me l’idea piaceva molto. Comunque gli Arcangeli rappresentano  un poco come degli Archetipi dell’uomo. Sono delle forze. Sono dei tramiti tra noi e qualcosa di più “Alto”. Mi piacevano e mi piaceva perché stavo lavorando ad un disco con una profondità di ricerca maggiore interiore. “Pace”, per esempio, testo di Alessandro Hellman, faceva parte di questo nuovo disco pop, che però è entrato a far parte di “Spirituality”. Quindi ho lavorato sugli Arcangeli , avevo quasi finito il disco ed ero agli ultimi brani,  poi da lì parlando con Franco Battiato, che aveva ascoltato  alcune miei brani, e parlando del periodo in cui diversi artisti si stanno incontrando e facendo dei concerti insieme, venne fuori l’idea di fare qualcosa insieme a Juri Camisasca. Juri aveva alcune canzoni che aveva scritto e che doveva pubblicare, quindi siamo partiti dall’idea di fare un concerto e strada facendo è nato un disco.

Come critica per me è nata una “perla musicale” che definirei una delle ultime produzioni italiane di questi ultimi anni. Un’altra domanda, più tecnica. Tu chiaramente avendo fatto questi studi di ricerca sul mondo Angelico come lo fecero Emanuel Swedenborg ed il pensiero antroposofico, quando si va alla ricerca sul “ᾅγγελος” “ ánghlos”, “l’Inviato, il Messaggero”, tu come musicista sai che ogni suono, ogni nota ha una determinata frequenza. Per le tue musiche ho pensato  ed immaginato ad un Rosario Di Bella che le scriveva pensando ad una certa frequenza musicale. Come ci sei entrato in questa vibrazione e quali sono state queste tue esperienze così intime?

La ricerca sui testi degli Arcangeli è un lavoro che ha fatto Adriano Buldrini. Io la ho fatto nel senso musicale ed un qualcosa che ho sempre avuto nello scrivere e non ci trovo tanta differenza tra una canzone pop ed una cantautorale o una più esoterica o mistica. La predisposizione è più o meno quella. Adesso semplicemente io posso fare solo una cosa, cioè se pensassi a trasmettere un qualcosa sarebbe un fatto molto ragionato o una cosa molto razionale e questo limiterebbe anche l’effetto alla trasmissione. Allora posso soltanto mettermi in una certa condizione di spirito e di presenza, leggere il testo in una maniera meno mentale ma più totale e più profonda senza specificare spesso i significati e lasciarsi andare a quest’onda e ascoltare. Ascoltare quello che viene.

Ultima domanda in relazione al tuo brano “Amici”. Quando hai registrato il video, dove appare la tartaruga che osserva e che è un poco un riflettersi del fatto di chiederci degli altri e della loro felicità, perché proprio una tartaruga e non ad esempio una lumachina?

Era un poco il simbolo della lentezza. Il disco aveva un po’ quello sguardo. Era uscito un film di Lynch in quel periodo che raccontava questo viaggio fatto in America da un genitore che andava a trovare il proprio figlio in America, e ci andava col trattore. Questo film ci ha ispirato all’elogio della lentezza e ad un insieme di cose, ma poi spesso un disco è un’idea sola. In quel periodo inoltre cercavo di avere uno sguardo lento sulle cose e cercavo di captare il più possibile i particolari e quindi da questo nascevano tutti i pezzi che ci sono dentro, e dentro c’era anche il giorno del mio compleanno, dove uno pensa al suo compleanno come un momento ampliato, dove c’è dentro l’oggi il ieri, tuo padre, tua madre. Tutto il disco era un po’ così, uno sguardo sulla vita, molto tranquillo.

Hai un nuovo progetto discografico?

Si sto finendo un altro lavoro che è più su questa strada, su “Spirituality”.

Ti aspettiamo.

 

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