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  • Se stessi con un vestito bianco a un matrimonio e arrivasse un pallone infangato, lo stopperei di petto senza pensarci.
    (Diego Armando Maradona)
  • L’allenatore di calcio è il più bel mestiere del mondo, peccato che ci siano le partite. (Nils Liedholm)
  • Io non gioco contro una squadra in particolare. Io gioco per battermi contro l’idea di perdere. (Eric Cantona)
  • Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada, lì ricomincia la storia del calcio. (Jorge Luis Borges)

 

 

Mister Gaetano Bracciale attuale Allenatore dei Giovanissimi Elitè ci racconta la sua stagione, quella dei Ragazzi e il suo modo di essere “Vincente”nel calcio:


  1.  Per un solo punto non si è arrivati alle final four del campionato Elitè, tutto sommato è un successo, ma questo primo campionato Elitè che novità ha portato nel mondo del calcio giovanile Sardo ?
    >Il campionato Elitè è molto formativo, giochi contro i migliori giocatori ed i migliori tecnici, per forza devi essere concentrato e mettere tanta qualità. Ti forgia mentalmente con trasferte lontane, ti forma, per diventare calciatore. Noi dopo un inizio incerto (eravamo una squadra nuova)  siamo migliorati e ottenuto grandi risultati, siamo stati l’unici a battere a casa loro il Latte Dolce poi  Campione Regionale.
  2. La sua squadra, a posteriori, ha avuto un cammino positivo ? Potendo schiacciare il pulsante della macchina del tempo per poter tornare indietro, cosa non si è fatto e cosa si sarebbe potuto fare ?
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    E dispiaciuto arrivare ad un punticino dai playoff, ma il nostro obiettivo iniziale era una salvezza tranquilla, eravamo una squadra nuova, con ragazzi che avevano giocato la maggior parte nei provinciali o i pochi che avevano giocato nei regionali lo avevano fatto per non retrocedere, cambiare mentalità, gioco, filosofia, all’inizio non è stato facile, pero’ alla fine quel punticino grida vendetta.
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  3. Mister non crede che questo tipo di campionato crei una sorta di “casta” e che il Dio denaro ne abbia preso il controllo sul divertimento di imparare a Giocare al calcio dei Ragazzi? E che magari Mette molta fantasia ai Genitori di questi “Ragazzini”(sa ho sentito dire che parecchi quindicenni hanno già un loro Procuratore) ?
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    Penso che chi fa sport lo faccia per competere ai massimi livelli, ogni ragazzo che gioca pensa a migliorarsi per diventare calciatore vincente, il resto sono solo parole, ma per far questo ci vogliono tante cose, volontà, passione, qualità, poi dopo questo si possono fare altri ragionamenti.I Genitori sono sempre di parte, i figli ” so pezz e core”. Per quanto riguarda i procuratori, penso che ormai anche a livello di UEFA e FIFA la figura d’intermediario esiste, sta al genitore ed al ragazzo non farsi imbonire da facili profeti.
  4. Fare il nome di Maradona e illuminarsi gli occhi ,vero mister Bracciale?
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    Ho avuto la fortuna di vedere giocare Maradona dal vivo non solo in campionato, anche in allenamento, bene, nessuno come Diego ha creato quest’empatia con il pubblico, lo elettrizzava, non ho mai visto nessun altro essere determinante come Maradona per la squadra e per lo spettacolo.

  5. E se il nome è Gigi Riva ?
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    Mi hai parlato di Riva, grande giocatore e persona che ha sposato la Sardegna e i suoi abitanti, la cosa che mi ha colpito in modo negativo è come un personaggio cosi, arrivato secondo al pallone d’oro non abbia avuto da parte della città di Cagliari o dalla società di calcio le giuste gratificazioni, come rappresentazioni o altre attività che sottolineano la grandezza di uomo che ha fatto vincere un popolo.


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Chi è Gaetano Bracciale:

 

 

 

 


Nato e cresciuto a Torre del Greco. Dopo aver iniziato nell’Aura sport, a 12 anni pur avendo richieste da squadre blasonate lontane, i miei genitori decidono di firmare per la Turris di cui sono stati sempre tifosi, allora in C. 2Dopo la trafila nel settore giovanile ricco di soddisfazioni, tra cui il titolo nazionale Otto Barassi, nel 1987 debutto in C nel derby contro la Nocerina (con allenatore Amarildo campione del mondo con il Brasile). Nel 1990 pur giocando a quel livello vinco il concorso in Guardia di Finanza e,  nonostante le mie resistenze, mio padre gradisce che parta nel corpo nelle fiamme gialle: divento campione nazionale interforze e sono trasferito ad Oristano, dove dopo una piccola parentesi con la Tharros, sono inviato a 1Cagliari, dove gioco con l’Atletico Selargius, dove inizio anche la carriera da allenatore di settore giovanile. Dopo vado al Selargius 91 dove vinco due titoli provinciali, poi all’Orione 96 ancora campione provinciale. Dopo due anni sabbatici a causa di un brutto male, ricomincio dal Quartu 2000, dove sono anche responsabile del settore giovanile, poi ecco il San Francesco, dove sono finalista regionale e quest’anno nell’élite.

 

Gaetano Bracciale “lo Scugizzo del San Francesco”

A.M. Ssd San Francesco per Medasa.it

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