imageLa vita e le circostanze spesso ci costringono a confrontarci con eventi che volentieri avremmo evitato. Ma il fato (o la sfiga, dipende dall’approccio filosofico) ineluttibili sono li, a presentarci il conto. Questo avviene per responsabilità oggettive o per eventi che ancora si devono verificare. Questo post è interamente dedicato ai più incredibili incidenti di percorso che i protagonisti hanno spesso subito e ai quali sono tutti sopravvisuti grazie alla loro capacità di improvissazione o di adattamento alle circostanze. Non tutti sono eventi traumatici, alcuni sono semplici imprevisti che per molte delle guide oggigiorno operative parrebbero evidenti segni della loro inadeguatezza e segnerebbero probabilmente la fine della loro carriera o almeno la messa in dubbio della stessa. Ma non per i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse!

Jean-Ric: ex giocatore di Football Americano, alto 1.90 per 110 Kg di peso (che lui ama pensare di “soli muscoli”) attualmente titolare come Manager Operativo presso un titolatissimo Centro subacqueo nell’Oceano Pacifico, tra la sua mobilia domestica deve sicuramente avere un armadio grandissimo atto a nascondere giganteschi scheletri!! Ha lavorato in quasi tutti i mari del mondo: Caraibi, Mar Rosso, Oceano Indiano, Sardegna, Canada, Thailandia, India e sicuramente molti altri. Le poche volte che Jan-Ric si sbottona ha molto da raccontare. Per sua sfortuna la mia testimonianza non è vincolata da segreto istruttorio e una cosa ve la devo raccontare.

Malauguratamente, credo alle Maldive, era stato tratto in inganno dalla direzione della corrente. Chissà quante volte sarà capitato a tutti voi che magari mi state leggendo, cosi come è capitato anche a me non è un segreto. Indescrivibile la sensazione quando capisci, e lo fai sempre molto prima che i clienti che ti seguono in immersione comincino a sospettarlo, che stai per guidarli in una desolata landa desertica, magari descritta nel briefing come una delle piu belle immersioni del luogo. Cominci ad aguzzare la vista per cercare di scorgere una minima forma di vita da indicare prontamente con enfasi ai clienti. Fingi di aver visto in lontananza, arrivando anche ad indicare freneticamente nel blu, fantomatiche forme di vita marina del tutto inattese e assolutamente inesistenti. Ma alla fine dovrai chiamare la sosta di tre minuti a cinque metri, riemergere e dovrai affrontare la dura realtà: immersione cannata e clienti inviperiti!

Chiunque avrebbe tentato uno dei due approcci seguenti: fare finta di niente o scusarsi dando la colpa al comandante che non ha capito dove ti avrebbe dovuto fare entrare in acqua. Tutti ma non Jea-Ric. Lui mise in atto una strategia originale molto brillante. Forte della sua nomea di subacqueo espertissimo, ma soprattutto della sua imponente massa corporea, decise di giocare in contropiede. Oh, incredibile! Appena a bordo si tolse l’attrezzatura di fretta e lanciando con gesto plateale la maschera e le pinne sul paiolato della barca esordi:
“Non ho mai visto subacquei peggiori di voi! Non è possibile che andiate in acqua in questo modo! Non con me! Dovete solo ringraziare se vi porto ancora in immersione, dovete ritenervi fortunati se non vi ritiro i brevetti! Tu: perché non stavi vicino al tuo compagno? Tu: perche non mi hai detto quando avevi 100 bar! E tu e tu: perche continuavate a stare cosi vicini al fondo? Adesso cambiate le bombole che ci dobbiamo spostare e poi faremo ancora due chiacchiere!” Chiaramente nessuno osó replicare e mortificati eseguirono il suo ordine perentorio senza battere ciglio. Girandosi di spalle e procedendo spedito a passo di marcia, si diresse nella zona asciutta della barca per prepararsi un te, chiedendo di essere lasciato in pace fina quando lui lo avrebbe ritenuto necessario. E…Alè: problema risolto!

Lia, di origini Polacche bionda e con gli occhi verdi, era soprannominata “La Barbie PKD”. Il suo aspetto esterno non lasciava trasparire né la sua propensione al turpiloquio e alla blasfemia, né la sua tenacia che poteva esser pari a quella di soldato Ussaro (sopratutto il turpiloquio!).
Viste le sue esperienze di vita pregresse, credo cha avesse abitato in precedenza a San Diego, parla benissimo l’inglese. Per questo motivo si occupava di svolgere i corsi ai militari americani del MFO (Multi Force Observers) con i quali avevamo stabilito una convenzione per i servizi subacquei ricreativi. Per intenderci, Lia è alta circa 1.65 e sicuramente all’epoca pesava meno di 55 kg. Ciascuno dei suoi allievi, preso singolarmente poteva essere minimo il dopio di lei.
Spesso erano dei SEALS, quelli dei corpi speciali della marina degli Stati Uniti d’America. Erano già subacquei ma con scarsa dimestichezza per le immersioni sportive. Giuro! L’ho vista a bordo piscina cazziarli, tre o quattro alla volta, agitandoli il dito sotto il naso! Loro timidamente abbassavano lo sguardo e si scusavano per non aver ascoltato attentamente quello che lei aveva spiegato. Addirittura il loro comandante mi chiese se fosse stato possibile cambiare istruttore per i suoi uomini!!

Una volta, mentre ci preparavamo a saltare in acqua dalla barca in movimento per una immersione in corrente, si accorse che aveva una pinna con la pala che si stava sfilando dal montante laterale. Una guida normale, ma anche in grado di intendere e di volere; si sarebbe seduta, avrebbe sfilato la pinna dal piede e con pazienza avrebbe risistemato la pala con dovizia. Lia no! Lia estrasse il coltello, accavallo’ le gambe non senza difficoltà, con indosso la muta stagna e con la bombola in spalla la sistemo’. Durante questa impegnativa operazione, tradita dal rollio della barca, si trafisse paurosamente la mano sinistra con il coltello! Una guida normale, ma anche in grado di intendere e di volere; sarebbe svenuta e avrebbe rinunciato all’immersione. Lia no! Lia disse a granvoce cose irripetibili (i marinai, anche se di una diversa religione, si fecero il segno della croce in segno di rispetto per la sua divinità). Si avvolse il dito con del nastro isolante e guido’ la sua immersione. Poi il Dott. Adel dovette applicare dei punti interni per ricucire il tendine…..ma questa è un’altra storia.

Lisabetta faceva la freelance e quella mattina si era alzata alle 4 perché aveva una barca di russi da portare sul Thistlegorm (famoso relitto). All’epoca Il mezzo di trasporto piu’ diffuso era lo scooter. In quel periodo una sedicente impresa locale di bitumaggio stava ricostruendo il manto stradale. Complice la fretta, il brusco risveglio, la scarsa illuminazione ma soprattutto un tombino chiuso male e sistemato a mò di trampolino…..all’altezza del “Seti Sharm” prese il volo. Solo al termine di una traiettoria quasi per l’entrata in orbita geostazionaria…..si sfranse al suolo!
Le conseguenze furono devastanti, vi giuro! ne fui testimone anche io!
Il diving era dispiaciuto dell’accaduto ma…..”the show must go on!” e i russi in barca stavano aspettando! Bisognava trovare un altro freelance! Toccò a Fabbri. Venne svegliato nel cuore della notte. La cosa era per lui del tutto inaspettata. Consapevole di avere qualche giorno “off” la sera prima aveva decisamente festeggiato con abbondanti libagioni. Per sua sfortuna era andato a dormire da poco e quando il manager del diving committente di Lisabetta lo chiamò, ancora non aveva smaltito neanche lo 0.001% della sua alcoolemia. Fù così che inaspettatamente disse: “Lisabetta come stà? Si riprenderà? Bene!Tranquilli! Ci penso io!” e si imbarcò al posto di Lisabetta. Il suo altruismo e la sua abnegazione divennero leggenda, cosi come lo divenne anche la sua reazione quando, giunto sul relitto, si accorse di aver dimenticato la cesta con tutte le sue attrezzature a casa! Si immerse con le putride attrezzature di riserva che erano in dotazione per le emergenze sulla barca. Calzò le pinne a cinghiolo privo di calzari ed entrò in acqua senza la muta! Grande ammirazione dei clienti russi e Oola di incoraggiamento alla fine delle operazioni di ormeggio. Era diventato il loro idolo e Insistevano perché Fabbri si degnasse di brindare con loro. Dissero che Lisabetta aveva inposto il divieto di imbarcare alcolici, ma loro avevano una scorta nascosta di vodka!! Ancora oggi dopo quasi 20 anni, quando lui e Lisabetta si incontrano, l’episodio immancabilmente diventa citazione fantastica a beneficio dei loro bambini che ridono increduli e divertiti…Fabbri pero’ ride sempre un po meno!

Il Conte Max, eccentrico istruttore, amava tante cose della sua esistenza. La vita per lui era bellissima, soprattutto da quando in tenera età era riuscito a scappare dal manicomio pediatrico di Borgosesia! Credo che pochi come lui abbiano lasciato il segno nella preistoria della subacquea ricreativa professionale. Ma sono certo che la preistoria della subacquea abbia lasciato segni indelebili su di lui. Ho sempre sospettato, e non sono mai stato il solo, che l’insegnamento della subacquea fosse per lui un pretesto per sottrarsi a misteriosi obblighi famigliari. Quando sfogliava riviste di gossip, commentava sovrapensiero ed era palese per tutti che molte delle persone citate le conosceva personalmente. L’Olandese Volante sosteneva apertamente che il Conte Max avesse sulle riviste scandalistiche il suo “album di famiglia”. Raramente raccontava episodi, ricchissimi di particolari irripetibili, che ci lasciavano basiti e sospettosi nei suoi confronti. Una cosa era certa: quando c’era il Conte Max nessuno si affacciava alla finestra o raccoglieva, neanche monete o banconote, da terra. Insomma erano tempi in cui anche tra colleghi ci si fidava poco!!
Max amava giocare con gli aquiloni. Aveva una passione vera per il volo a vela, quello filoguidato. I suoi erano aquiloni per il volo acrobatico, non crediate! Guardarlo era comunque magnetico e tutti avremmo voluto provarci ma nessuno aveva il coraggio di ammetterlo. Per sua sfortuna nella porzione di deserto nei pressi del Centro subacqueo dove lui faceva volare i suoi gioelli, si stavano svolgendo dei lavori di ristrutturazione. Per sua grande sfortuna uno dei lavori era la costruzione di una cisterna sotterranea. Per sua grandissima sfortuna le misure antinfortunistiche erano prese molto poco sul serio dal personale locale. Quando una cisterna è sotterranea spesso il suo accesso è al livello del suolo e quando si guida un oggetto volante spesso non si guarda dove si mettono i piedi….. durante una manovra impegnantissima spari!!! Si smaterializzo’ davanti ai nostri occhi che, comunque, rapiti ammiravano l’aquilone e non si curavano tantissimo di lui.
Niente di cosi grave. Dopo un mese di gesso a tutte e due i polsi e alcune settimane di riabilitazione il Conte Max era come nuovo!!

Walter Micheli per Medasa.it

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