Ancora una volta l’artista compositore ci sorprende con le sue perle artistiche. Dopo la produzione musicale con Rosario Di Bella di “Spirituality”, un recente capolavoro sulla narrazione delle spiritualità, e lo stupendo progetto video di Francesco Paladino e Antonello Cresti , “Non cercarti fuori”, Juri ci accompagna nell’intimo umano delle “Laudes”, altro gioiello musicale, poetico, artistico, immancabile per la nostra discografia italiana. L’autore nella prefazione del disco, che titola “Trasparenze nel vento”, afferma che la musica appartiene al piano dell’invisibile con il dono del condurre ad altra dimensione. In tempi in cui l’uomo sembra prendere coscienza del dono stesso del pianeta Terra, e che la Creazione ci ha fatto in questa dimensione, l’intima riflessione all’esistenza di ciò che ci circonda e ciò che siamo è anche un invito alle “Laudes” dell’Eterno Essere. L’umanità da tempi immemori ha elaborato nelle sue molteplici culture plurimi pensieri spirituali e plurime sono le Lodi che si cantano nel Mondo. Sono proprio le Laudes che ci accompagnano al risveglio mattutino nel nostro ciclo esistenziale materiale che aprono questa produzione discografica. È un inno alla Luce dove l’intimo silenzio, la meditazione e la riflessione permette di percepire quelle risonanze delle origini, al di là della logica razionale. E ancora canta Juri, per inchinarsi all’Amore e alla fragranza della solitudine. Non è un Inno alla luce fisica, è la delizia della “Luce” metafisica che ognuno di noi può cercare in sé stesso ponendo fiducia in Lei. È oltre l’uomo che per diventare uomo  bisogna andare. È chiedersi il senso dell’esistenza che ci fa percepire l’essenza. L’illusione della materia che ci imprigiona in falsi miti quotidiani e che ci lega al vivere di un trascorrere le giornate nella stanchezza dell’ assenza di un perché. Siamo tutti dei “Nomadi” tra i tumulti delle civiltà. Cerchiamo una Pace che come camminatori troveremo alla fine della strada. Con “Israel” sono le nostre orecchie ed i nostri occhi, che come barbari, nonostante ne abbiamo le predisposizioni, non ci prestiamo all’ascolto. Ed ancora “Talita Kum”, quell’Amore che muove tutti gli astri, resurrezione e alito della vita procedente da Esso, perché imperativo in aramaico della Rinascita.  Ed ancora l’esortazione al pensiero meditativo, alla Speranza, pazienza, conoscenza e rispetto con “L’Impermanenza”, una predisposizione al seminare Amore come via del nostro destino in itinere, per concludere con il “Gloria Laus” e “Pange Lingua” , l’evocazione al canto eucaristico che ci accompagna nella comunione  con l’Amore e il Creatore.

                                                                                                                            

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