Appunti di storia sarda
La storia dell’uomo in Sardegna
di Giovanni Idili


  •  La scoperta dell’agricoltura

 

Dopo quella del fuoco la più importante novità nella vita dell’uomo è certamente la scoperta della agricoltura. In questo modo, per la prima volta nella sua storia, gli uomini sono in grado di produrre cibo divenendo davvero i fautori del proprio destino. Se infatti per tutta la loro storia si sono dovuti procurare da mangiare con la caccia, la pesca o la raccolta ora possono contare sull’apporto di una nuova strategia alimentare.

Il processo produttivo che ha portato alla nascita della agricoltura così come oggi la intendiamo, (preparazione del campo, semina, cura/difesa dei germogli, raccolta, stoccaggio e salvaguardia di una parte del prodotto per la semina successiva), sarà stato elaborato in migliaia di anni e nel corso di una infinita quantità di esperimenti. Innumerevoli saranno stati gli insuccessi.

Al termine di questo lungo periodo l’uomo può contare su una forma di sostentamento sicura, anche se variabile nelle forme, qualità e quantità a causa dei fenomeni naturali.

Studi recenti dimostrano che la sedentarizzazione, ossia l’uso di fermarsi in un posto per risiedervi con continuità, non è connesso direttamente con l’agricoltura. Infatti se si è sempre ritenuto che i villaggi siano sorti a supporto e in difesa delle messi, oggi si è propensi a ritenere che già popolazioni di cacciatori e raccoglitori abbiano elaborato stili di vita sedentari con la costruzione di primitivi villaggi (es. villaggi Natufiani in Palestina 18/12 mila anni).

Neanche l’addomesticamento degli animali è intimamente connesso alla agricoltura, ma certamente questa nuova scoperta ha determinato una accelerazione spingendo sempre più gruppi umani verso abitudini sedentarie e l’allevamento degli animali.

Si sarà trattato di scoperte compiute in varie parti del mondo, con stili di vita elaborati presso vari gruppi umani. Seppure ci sarà stato un contatto (con le migrazioni) che abbia favorito il diffondersi di tali comportamenti, non è lecito credere che azioni cronologicamente simultanee non si siano prodotte per semplice convergenza culturale.

La scoperta dell’agricoltura viene collocata in un’area geografica precisa, nella valle tra i fiumi Tigri e Eufrate, e più in generale in una più vasta regione conosciuta come “mezzaluna fertile” (attuale Iraq). Anche l’orizzonte cronologico appare circoscritta alla fine del Paleolitico inferiore intorno a 12/10 mila anni.

Questa intuizione così rivoluzionaria è considerata dagli studiosi come una cesura tra il periodo della “pietra antica” e il successivo NEOLITICO (neos=nuovo, lithos=pietra) ”età della pietra nuova”.

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Agricoltura. Immagine simbolo da internet www.beniculturali.it

 

Il neolitico a seconda delle produzioni (ceramica e altri oggetti) e della evoluzione tecnologica (lavorazione della pietra) viene suddiviso in antico, medio e recente/finale.

Esiste anche un periodo di transizione conosciuto come MESOLITICO “della pietra di mezzo” nel quale accanto ad importanti novità persistono caratteristiche e stili di vita ancora antichi.

 

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           Immagine di vita in un villaggio neolitica
 da www.germanici.altervista.com
Produzione della industria litica neolitica.
Da www.comune.bologna.it

 Per la prima volta durante il neolitico si iniziano a delineare stili di vita e comportamenti cui sono abbinati tutta una serie di oggetti. Questi vanno dalla ceramica agli utensili d’uso in pietra e in osso, agli ornamenti come anellini, collane e bracciali a rituali sepolcrali. Si determina così un quadro di insieme omogeneo che, se anche non è definibile con certezza e non può essere attribuito con precisione ad un popolo, porta gli studiosi a parlare di CULTURE preistoriche. Così leggendo della preistoria non è raro sentire parlare di cultura di un posto piuttosto che di un altro.

Nella Sardegna preistorica, durante il neolitico e nelle fasi successive delle età del rame e del bronzo, si identificano una decina di culture ognuna con aspetti caratteristici e un quadro cronologico di riferimento.

 

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Vaso graffito con incrostazioni attribuito alla cultura di Ozieri.
Da www.comune.ozieri.ss.it
Situla (secchio) attribuita alla cultura Monte Claro.
Da www.archeo.it

 

Giovanni Idili

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